Coronavirus calcio Serie A, sono duemila. Se uno si contagia Campionato annullato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Marzo 2020 11:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020 11:20
Coronavirus calcio Serie A, sono duemila. Se un calciatore si contagia Campionato annullato

Coronavirus calcio Serie A, sono duemila. Se uno si contagia Campionato annullato (foto Ansa)

ROMA – Coronavirus Calcio Serie A, quando si gioca, come si gioca? Si gioca a porte chiuse (gira la battuta: a porte chiuse come si fa gol?). Si gioca secondo calendario da braccio di ferro tra società. Il tentativo di pensare in primo luogo all’incasso da pubblico presente è stato tanto sfacciato quanto vano, il tentativo di giocare io più riposato di te è ancora in corso. Ma c’è un tentativo che finora nessuno ha fatto: immaginare che succede se uno, anche solo uno, di quelli che vanno in campo e abitano dei campi di calcio i dintorni, viene contagiato dal coronavirus e risulta positivo al tampone.

Sono circa duemila tra giocatori, allenatori, tecnici a vario titolo, arbitri, collaboratori degli arbitri, preparatori, magazzinieri…Circa duemila contando a spanne. Senza voler portar sfortuna e senza chiamarla e attirarla sul mondo del calcio la sfortuna, statistica dice che il virus dove c’è ha contagiato circa il quattro per cento della popolazione. E’ possibile, oltre che auspicabile, che la popolazione della Serie A di calcio, i duemila, sia e resti non toccata e non contagiata in blocco. E’ possibile e auspicabile. Ma statisticamente tutt’altro che certo e garantito.

E allora che succede se uno dei duemila della Serie A una sera si sente male, ha la tosse, si misura la febbre, è alta, chiama il medico, il medico constata sintomi sospetti e come da protocollo sanitario invia un calciatore o allenatore o tecnico o arbitro alla verifica del tampone? E poi il tampone, sia il primo che il secondo, risulta positivo, che succede? Succede che il calciatore, allenatore, tecnico o arbitro con tutta probabilità sta male un po’ e poi guarisce (85% dei casi che arriva al 95 e passa per cento nel caso di organismi giovani e sani). E buon per il giocatore, allenatore, tecnico, arbitro o quel che sia.

Ma succede anche che chi ha avuto contatti con lui va, come da protocollo sanitario, in quarantena. Per almeno due settimane chi ha avuto contatti con l’unico, anche uno solo, che è risultato positivo va in quarantena. Squadra, spogliatoio ed anche con tutta probabilità squadra e spogliatoio degli ultimi avversari in campo. A quel punto il Campionato di Calcio Serie A di fatto si annullerebbe. L’intera struttura del Calcio Serie A non reggerebbe una quarantena di almeno due settimane. Se fosse, occorrerebbe prolungare il Campionato per ultimarlo, prolungarlo a giugno. Ma a giugno ci sono gli Europei, anche se si affaccia non senza fondamento la domanda se gli Europei ci saranno.

Insomma se uno dei duemila della Serie A, dio non voglia, si ammala di coronavirus, il Campionato si annulla di fatto. E partirebbe un’ altra feroce contesa: di chi e perché lo scudetto del campionato saltato?