Doping, breve storia: dai semi di sesamo in Grecia all’Epo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 10:06
Doping, breve storia: dai semi di sesamo in Grecia all'Epo

Doping, breve storia: dai semi di sesamo in Grecia all’Epo

ROMA – Sono due le possibili origini della parola “doping”. Alcuni la fanno risalire alla parola “dop”, una bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze cerimoniali del Sudafrica. Secondo altri il termine deriva dall’ olandese “doops” entrato nello slang americano per descrivere come i rapinatori drogassero le proprie vittime mescolando tabacco e semi di stramonio.

Il doping è sempre esistito, in molti casi tollerato, se non addirittura legalizzato, fin dai tempi dell’antichità: alcuni studi hanno certificato che nell’antica Grecia, ai tempi dei giochi di Olimpia, gli atleti facevano uso di erbe, semi di varie piante (tra cui quelli di Sesamo), funghi, pozioni per aumentare la resistenza allo sforzo fisico. Molti si nutrivano di testicoli di toro, che in molti vedono come antenati degli ormoni testosteroidei.

Gli aztechi mangiavano il cuore alle vittime sacrificali per prenderne la forza e assimilando una sostanza estratta da un cactus vincevano la fatica. Ai primi del ventesimo secolo si cominciarono ad usare le zollette di zucchero imbevute di etere per poi passare a miscele di stricnina, brandy e vino in cui si facevano macerare foglie di coca.

Dagli anni Cinquanta agli Ottanta è il periodo del doping di Stato dove i paesi dell’Europa dell’est, con in prima linea la Repubblica Democratica Tedesca e l’Unione Sovietica, hanno fatto uso sistematico di queste pratiche soprattutto sugli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Gli effetti collaterali – si è poi saputo negli anni – sono stati devastanti, specialmente nelle atlete, alcune delle quali hanno subito un cambiamento di sesso o hanno dato alle luci figli deformi.

Negli ultimi anni l’esplosione di casi di doping dovuto all’assunzione di Epo, l’eritropoietina. Nel ciclismo, prima del caso di Lance Armstrong, vistosi privare dei 7 Tour vinti, e delle tante squalifiche legate appunto all’Epo si è tanto parlato di una “bomba” assunta dal campionissimo Fausto Coppi.

Vi sono state poi la morte, probabilmente legata al doping, di Tommy Simpson sul Mont Ventoux al Tour ’67 e la positività del “cannibale” Eddy Merckx al Giro d’Italia 1969. Nell’atletica, oltre al caso del marciatore azzurro Alex Schwazer, il caso più clamoroso è stato quello del canadese Ben Johnson, oro sui 100 metri alle Olimpiadi di Seul 1988 e poi squalificato per steroidi.