Juventus campione d’Italia. Roma si spegne a Catania, Milan batte Inter 1-0

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2014 16:50 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2014 22:45
Juventus campione d'Italia, scudetto numero 30. La Roma si arrende a Catania

Juventus campione d’Italia, scudetto numero 30. La Roma si arrende a Catania (foto LaPresse)

ROMA – La Juventus fa 30. Campione d’Italia dopo una marcia trionfale, almeno in Italia.

Campione senza neppure giocare perché la Roma, cui va comunque l’onore delle armi, si arrende a Catania. Rudi Garcia, per una volta arreso ai fatti lo aveva detto: il campionato è chiuso.

La squadra l’ha preso alla lettera facendo a Catania l’unica partita veramente brutta del campionato.

Il derby di Milano si è tinto di rossonero. Il Milan ha vinto 1-0 contro l’Inter grazie al gol di Nigel De Jong al 65‘: l’olandese è andato a segno con un preciso colpo di testa che non ha lasciato scampo a Samir Handanovic.

Grazie a questo successo il Milan si rimette in corsa per l’Europa League e Clarence Seedorf potrebbe conservare la panchina anche per la prossima stagione.

Sconfitta che complica la corsa all’Europa dell’Inter che adesso è braccato da Torino e Parma e ha il Milan a soli tre punti.

Ecco la classifica per l’Europa League: Inter 57 punti, Torino 55, Milan e Parma 54; quattro squadre per due posti disponibili.

Per la Juve cambia quasi nulla: solo anticipare la festa e trasformare la partita di lunedì con l’Atalanta in una passerella trionfale. Anche se la Roma avesse vinto l’appuntamento sarebbe stato soltanto rimandato. Lo dicono i numeri. La Juve ha 93 punti, può ancora superare quota 100.  Ha vinto 3o partite su 35, pareggiandone soltanto 3 e perdendone due (a Napoli, contro la terza forza del campionato, e a Firenze dove in 15 minuti di amnesia gli uomini di Conte hanno preso quattro gol).

Per il resto la Juventus è stata un rullo compressore: ha saputo tenersi addosso alla Roma nel momento della partenza a razzo dei giallorossi e ha approfittato del calo degli uomini di Garcia per piazzare allungo e sorpasso. La Roma, per resistere, ha dovuto fare il suo record di tutti i tempi di punti. E non è servito a nulla.

Forse, per la Juve, il solo rimpianto è la quantità di energie spese. Per ottenere la terza stella reale (la buona notizia è che il trentesimo attenuerà, forse, la retorica stucchevole degli scudetti e delle stelle sul campo) i bianconeri hanno fatalmente lasciato qualcosa in Europa. Il Benfica è una ferita che ancora brucia ma il rimpianto vero sono forse la partita di Istanbul e il pareggio in Danimarca che sono costati il cammino in Champions).

Per il resto quello della Juve è stato un capolavoro. E ora che la Roma si è arresa anche l’obiettivo 100  punti, un record destinato a rimanere negli anni, non è più così lontano. Contano più i 30 scudetti, è vero, ma per un Conte ossessionato dal lasciare un segno, anche quota 100 ha un valore.

Per il resto parlano i numeri. Non solo i 93 punti. Ci sono i 75 gol fatti contro i 23 subiti. Dopo la disfatta della Roma a Catania a fine anno potranno essere miglior attacco e miglior difesa. Tra sette giorni uno scontro diretto che oramai varrà solo come piccola rivalsa. Lo scudetto lo porta a casa, al di là di tutte le polemiche arbitrali, la squadra più forte d’Italia. La Roma è vicina, è di prospettiva, ma manca ancora qualcosa. La Juventus, invece, ora deve iniziare a pensare da grande anche in Europa. Anche perché in Italia, Roma a parte, le altre sono lontanissime.