Maradona resta ct dell’Argentina? Una telenovela con risvolti politici ed economici

Pubblicato il 7 Luglio 2010 18:43 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2010 19:19

La telenovela sulla permanenza o meno di Diego Armando Maradona alla guida della Nazionale argentina avrà la parola fine dopo il Mondiale, quando tornerà in patria il presidente dell’Associazione calcistica (Afa) Julio Grondona. E’ la tesi che prevale in questo momento in Argentina, mentre l’ex Pibe de oro mantiene il silenzio nel suo ritiro di El Trebol, dal nome della pianta con tre foglie che, se ne ha una in più, diventa quadrifoglio e porta fortuna.

”Maradona è l’unica persona di questo paese che può fare quello che vuole”, ha detto Grondona, ribadendo che spetta al tecnico decidere se restare ancora per un anno ed essere il ct per la prossima Coppa America, o rinunciare. Il dirigente della Federazione, essendo anche vicepresidente della Fifa, tornerà dal Sudafrica solo dopo la finale di domenica prossima.

Non ama parlare del problema ct, non nasconde il suo nervosismo per la situazione che si è venuta a creare dopo l’inattesa eliminazione della Seleccion già negli ottavi di finale e si limita a ricordare che la prima scadenza che il calendario propone è quella del 27 luglio, quando dovranno essere fatte le convocazioni per l’amichevole in programma a Dublino, l’11 agosto, contro l’Irlanda di Giovanni Trapattoni.

Maradona, secondo le poche notizie che filtrano dal suo ritiro, sta parlando con i familiari e con gli amici e collaboratori che gli sono più vicini. Potrebbe rompere il silenzio in qualsiasi momento, anche se c’è chi ipotizza che esista un accordo per aspettare il rientro di Grondona. Sul tavolo non c’è soltanto la permanenza o meno di Diego nel ruolo di ct della Nazionale. Va definita la posizione di Carlos Bilardo, che Diego ha emarginato, e quella dei più stretti collaboratori del tecnico, Hector Mancuso e Alejandre Henrique, oltre che del preparatore fisico Fernando Signorini.

I tre fanno pressing sull’amico perchè resti, Grondona vorrebbe sostituirli. La conferma di Maradona è diventata un affare di Stato. Il tema è meno presente nelle cronache sportive, ma trova spazio in quelle politiche, che evocano il patto che ci sarebbe stato in passato tra il governo della famiglia Kirchner e lo stesso Grondona, con il coinvolgimento di Maradona, prestatosi a partecipare e a promuovere la campagna ”calcio per tutti”, con la quale il governo si è appropriato delle trasmissioni televisive del campionato e del Mondiale per riempirle di pubblicità sulle realizzazioni dello Stato.

L’eliminazione della Seleccion è stata un duro colpo. Dopo il primo imbarazzo, la presidente Cristina Kirchner ha invitato Maradona a resistere, sottolineando che nel Paese mai nessuno come lui ha fatto sognare e illudere la gente. Il prossimo anno ci saranno le elezioni, i Kirchner puntano ad una nuova staffetta, questa volta da Cristina al marito Nestor, e un personaggio come Diego farebbe comodo.

Insieme all’aspetto politico c’è poi quello economico. La Coppa America, prima rivincita per le Nazionali del continente, si giocherà in Argentina. Tutti sono concordi nel ritenere che con Maradona alla guida della Seleccion il fatturato sarà sicuramente più alto. Grande motivatore, ma tecnico sprovveduto.

A parte i tifosi che vivono di sogni, nel Paese cresce la percentuale di coloro che chiedono un cambio al timone della Nazionale. Nei sondaggi dei tre maggiori giornali, i contrari oscillano ora da un minimo del 59 ad un massimo del 75%. Ed il fatto che Maradona abbia puntato su un improbabile 4-1-5, con un solo centrocampista, sta diventando uno slogan ironico, insieme alle immagini che mostrano, per esempio, il cannoniere Higuain ultimo e inutile difensore nelle azioni dei gol tedeschi.