Russia bandita per 4 anni: niente Olimpiadi, Mondiali di calcio e tutte le competizioni sportive

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2019 12:03 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2019 14:26
Russia bandita da Olimpiadi e Mondiali per 4 anni: "Hanno falsificato test antidoping"

Russia bandita da Olimpiadi e Mondiali (foto archivio ANSA)

ROMA – La Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, ha deciso di bandire la Russia da ogni attività agonistica per i prossimi 4 anni, escludendola da tutte le principali competizioni sportive internazionali come le prossime Olimpiadi del 2020 e i Mondiali di calcio in Qatar 2022.

Una decisione mai presa prima nella storia della lotta antidoping, decretata dalla Wada dopo che il comitato esecutivo ha appurato le responsabilità da parte delle stesse istituzioni sportive che avevano manomesso e falsificato diversi dati e analisi dei propri atleti per nascondere gli illeciti. Una punizione che il Cio ha già fatto capire che sarà ratificata quasi in automatico.

Visti i rapporti diplomatici, politici e sportivi fra Bach, il presidente della Wada, e Putin, si cercherà di ammorbidire questa punizione garantendo alla Russia la possibilità di avere un Comitato olimpico nazionale per poi portare a Tokyo quegli atleti che dimostrano di non avere mai avuto rapporti con l’agenzia antidoping di Mosca. La Russia ha tempo 21 giorni per dare una risposta in merito alla sospensione o per appellarsi al Tas e in seguito, eventualmente, al Tribunale Svizzero. La questione dunque andrà per le lunghe.

La bandiera e l’inno della Russia non saranno dunque ammessi in occasione di eventi come le Olimpiadi di Tokyo 2020, i Mondiali di calcio del 2022 in Qatar e le Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Al contrario la nazionale russa potrà scendere in campo e competere in occasione degli Europei del 2020, in cui tra l’altro San Pietroburgo sarà una città ospitante. Il motivo di questa “anomalia” è legato al fatto che l’Uefa, ovvero il massimo organo calcistico europeo, non è considerato come “major event organisation” al pari di Fifa e Comitato Olimpico internazionale.

L’Esecutivo dell’agenzia mondiale antidoping (Wada) segue quanto ‘suggerito’ lo scorso 25 novembre dal suo stesso Comitato indipendente di revisione della conformità (CRC), ovvero squalificare lo sport russo per quattro anni. Motivo? “L’agenzia antidoping russa è al centro di un caso estremamente grave di inosservanza dell’obbligo di fornire una copia autentica dei dati (sarebbero 145 casi, ndr) del laboratorio di Mosca”, ha scritto il Comitato di revisione.

Tra i punti da definire, da quale data dovrebbe scattare la squalifica. Una retrodatazione al gennaio 2019, quando è stata riscontrare la violazione del laboratorio, è tra le ipotesi ma non è escluso che la sanzione avrà inizio dal primo gennaio 2020.

Il Comitato Olimpico Internazionale già nelle scorse settimana ha annunciato di “sostenere sanzioni severe contro tutti i responsabili della manipolazione dei dati antidoping del laboratorio analitico di Mosca”. Il doping russo, che aveva visto il coinvolgimento dei servizi segreti (FSB), il ministero dello sport , il laboratorio antidoping moscovita e altri enti nazionali e federazioni sportive internazionali (per esempio quella di atletica leggera), ha coinvolto oltre mille atleti sia degli sport estivi che invernali tra il 2012 e 2015.

Dal novembre del 2015 l’atletica leggera russa è sospesa e gli atleti che hanno dimostrato di non aver mai avuto problemi di doping possono gareggiare come atleti neutrali. L’agenzia antidoping russa Rusada ha tempo 21 giorni per un eventuale ricorso al Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna. La decisione del Tas sarebbe poi definitiva. 

La reazione della Russia.

L’agenzia anti-doping russa (Rusada) ha detto di non essere sorpresa dalla decisione del Comitato esecutivo della Wada di bandire la Russia dagli eventi sportivi mondiali, tra cui le Olimpiadi di Tokyo 2020 e le Olimpiadi invernali di Pechino 2022, dopo aver accusato Mosca di aver falsificato i dati del suo laboratorio antidoping. “Di certo questa decisione non è positiva, ma ce l’aspettavamo”, ha dichiarato il vice capo di Rusada, Margarita Pakhnotskaya.
Il consiglio di supervisione di Rusada ha, inoltre, ribadito che il principale obiettivo dell’agenzia anti-doping russa è proteggere gli interessi degli atleti “puliti”.

Fonte: AGI.