Calcio, Serie A è partita (13 agosto-4 giugno 2023): tre nodi di un campionato inedito, condizionato dai Mondiali

Serie A di calcio al via (13 agosto-4 giugno 2023): tre nodi di un campionato inedito, condizionato dai Mondiali in Qatar e dai troppi stranieri

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 14 Agosto 2022 - 08:09
Serie A al via (13 agosto-4 giugno 2023): tre nodi di un campionato inedito, condizionato dai Mondiali in Qatar

Serie A al via (13 agosto-4 giugno 2023): tre nodi di un campionato inedito, condizionato dai Mondiali in Qatar

Calcio, Serie A, parte il sogno degli italiani. Una lunga galoppata (13 agosto-4 giugno 2023) che impegnerà 20 squadre e coinvolgerà la passione di milioni di tifosi e dintorni.

Detto questo, ci sono tre domande o osservazioni che nell’euforia del momento potrebbero essere sottovalutate. Eccole.

1) MONDIALI DI CALCIO IN QATAR, TORNEO INEDITO

Dal 20 novembre al 18 dicembre 2022 si svolgeranno i Mondiali di calcio in Qatar, emirato sovrano della penisola arabica circondato dal Golfo Persico. Bene. Ma quanto  questa  Coppa del mondo condizionerà la Serie A? Molto, moltissimo. Addirittura potrebbe falsarlo. Chi ha troppi stranieri in squadra (convocati dalle loro Nazionali) rischia di subire danni rilevanti. Per questo nessuno azzarda pronostici.

2) PAUSA TROPPO LUNGA

Colpa dei Mondiali la Serie A starà ferma due mesi e mezzo. Troppo. Non era mai successo. E poi come torneranno ai loro club i giocatori? Certamente stanchi svuotati mentalmente, magari con qualche acciacco da smaltire . E sono tanti gli stranieri del nostro campionato che se ne andranno.

Ecco perché Galliani, vecchia volpe del calciomercato (e non solo) per il suo Monza neo promosso in A –  attesa notevole  durata 110 anni – ha scelto solo pochi stranieri peraltro già collaudati nel nostro campionato (Marlon).

3) TROPPI STRANIERI, POCHI GIOVANI ITALIANI NEL NOSTRO CALCIO

 Niente da fare. La lezione della esclusione dai Mondiali evidentemente non è servita. Si continua ad imbarcare di tutto (vecchie glorie, golosi svincolati, pedatori  esotici, talenti alla frutta) e non si trova spazio per i nostri ragazzi. Scamacca, addirittura un nazionale, è andato in Inghilterra (West Ham).

L’Atalanta, famosa per il suo settore giovanile, nella formazione titolare ha un solo italiano (Zappacosta). E un oriundo brasiliano del Mato Grosso: Rafael Toloi. Idem l’Udinese: solo un italiano, il portiere Silvestri, che comunque si è fatto quattro anni all’estero (Leeds Utd). La stessa Juventus ne ha otto attorno a Bonucci, Chiesa e Locatelli. L’Inter 9 attorno a Barella e Bastioni. Si può andare avanti così?