YOUTUBE Ezio Capuano: Ho anche preso giocatori a cazzotti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2015 19:34 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2015 19:34
YOUTUBE Ezio Capuano: Ho anche preso giocatori a cazzotti

Ezio Capuano: Ho anche preso giocatori a cazzotti

AREZZO – Ezio Capuano, l’allenatore dell’Arezzo finito nella bufera dopo che un suo giocatore ha diffuso una registrazione in cui il mister insultava e minacciava i giocatori nello spogliatoio, non arretra. Non pensa di aver esagerato e continua a ribadire il suo punto di vista, ovvero che quello che succede nello spogliatoio è sacro e dallo spogliatoio non deve uscire. E così, in una nuova intervista ad una radio locale, arricchisce la sua storia di un altro aneddoto. Racconta che gli è capitato anche di “prendere a cazzotti” dei calciatori nello spogliatoio e che mai nessuno si è sognato di andarlo a raccontare:

“Lo spogliatoio è sacro, – ha detto il tecnico a Radio Crc – diverse volte ho preso a cazzotti i giocatori, ma non si è mai saputo nulla. La cosa più grave è che in quello sfogo non si sente volare una mosca, nemmeno il fruscio di un sospiro, ma poi ti ritrovi su internet. Non era mai accaduto che ciò che accadesse negli spogliatoi venisse poi messo in piazza. Il popolo di Arezzo? Mi apprezza, tutti tranne Ulivieri che mi ha dato del maleducato”.

Parlando in tv, invece, Capuano se l’era presa proprio con Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori che lo aveva definito “maleducato” per il suo sfogo:

Pensavo che fosse presidente dell’Associazione Allenatori e non di quella dei calciatori. Doveva difendermi e stop. Sperotto (il giocatore che ha pubblicato l’audio dello sfogo di Capuano, n.d.r.) è un bravo ragazzo, i compagni hanno tentato di proteggerlo chiedendogli di ammettere il gesto. Poi però l’hanno scaricato, com’è giusto che sia, quando hanno capito che questa storia poteva portare danni notevoli. Se la squadra è con me? Questo gruppo l’ho fatto io e adesso sono tutti incazzatissimi. A me basta schioccare le dita e mi corrono dietro, perché ho sempre rispettato la meritocrazia”.