Festival di Sanremo, dove lo metti il pubblico col Covid? Dagospia: “400 persone su una nave da crociera”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Dicembre 2020 12:32 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2020 12:36
Festival di Sanremo, dove lo metti il pubblico col Covid? Dagospia: "400 persone su una nave da crociera"

Festival di Sanremo, dove lo metti il pubblico col Covid? Dagospia: “400 persone su una nave da crociera” (Foto Ansa)

Festival di Sanremo 2021 senza pubblico? Sarebbe deprimente, ma in epoca Covid parrebbe questa l’unica via praticabile per la kermesse canora. Non secondo il ben informato Dagospia che lancia una indiscrezione surreale.

L’idea, scrive il sito di Roberto D’Agostino, sarebbe di “tenere recluse e protette centinaia di persone fino al 2 marzo, data di inizio del Festival”. Dagospia indica anche il luogo: una nave di Costa Crociere, la Smeralda, che è stata appena varata.

Del resto lo stesso Amadeus lo aveva detto: “Sanremo senza pubblico non è Sanremo”. Sì ma a che costo? Vogliono per caso trasferire il Festival su una barca? No, in realtà la nave è una sorta di bolla, dentro alla quale tenere tamponate e isolate le 400 persone che riempiranno la platea del teatro Ariston.

“Allo scattare dell’ora X – scrive Dagospia – grazie ai tender, gli ospiti sbarcheranno al porto e da lì, con dei pullman, saranno scaricati direttamente al teatro Ariston”.

Sanremo in barca, i dubbi sul Dopo Festival

Ok, ma una volta sbarcato il pubblico, chi ne garantirebbe la sicurezza anche dopo? Cioè mentre si celebra il Festival della canzone italiana come ci si preserverà da eventuali contagi?

Secondo Dagospia, resterebbe operativa anche tutta la struttura che ruota attorno al Festival, come il Palafiori, “che ospiterà addetti ai lavori, discografici, la Sala stampa, il presidio delle radio e i programmi del daytime in collegamento da Sanremo”.

“Alcuni programmi della Rai – aggiunge – avranno come location il Casinò oppure il palco di piazza Colombo, da dove partirà il lungo red carpet fino all’Ariston”. Ok ma allora sarebbero vane tutte le precauzioni prese prima?

Ci sono poi dubbi sul Dopo Festival. Secondo Dagospia la Rai potrebbe pensare di tagliarlo, considerandolo uno spettacolo accessorio pur avendo in questi anni acquistato una propria specifica identità. (Fonte: Dagospia).