Coronavirus, con la tosse un metro non basta: meglio due metri. La simulazione VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 16 Aprile 2020 10:28 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2020 10:28
colpo tosse coronavirus

Coronavirus, con la tosse un metro non basta: meglio due metri. La simulazione

ROMA – In caso di tosse o starnuto, le goccioline di saliva si diffondono molto più in là del metro di distanza. Chi si trova a distanza ravvicinata con una persona infetta da Covid-19, rischia quindi di venire contaggiato. Per evitarlo, dovrebbe stare a circa 2 metri di distanza.

A mostrarlo una simulazione realizzata dall’Ansys, leader mondiale nella simulazione digitale multifisica, in collaborazione con il professore Bert Blocken della Eindhoven University of Technology. 

La distanza di un metro tra le persone non sembrerebbe quindi sufficiente per evitare il contagio. Bisogna stare ad almeno due metri. Nel video diffuso dall’Ansys, si notano tre persone una accanto all’altra ad un metro di distanza: improvvisamente, quando una di loro tossisce, si vede chiaramente come le particelle nebulizzate della nostra saliva colpiscano in pieno l’interlocutore che si trova di fronte.

Coronavirus, la distanza di sicurezza per lo jogging e la bicicletta

Sempre Ansys, in uno studio realizzato recentemente in collaborazione con il belga Bert Bolcken e l’italiano Fabio Malizia dell’Università Ku Leuven, ha mostrato sempre con una simulazione animata come i corridori dovrebbero porsi per stare al sicuro di contaminazioni reciproche quando si fa jogging o si va in bicicletta.

In questo caso, se si corre affiancati (sempre a una distanza di sicurezza), uno starnuto da parte di chi ha è contagiato non pone rischi per l’altro. Mentre se si corre in scia, la distanza di sicurezza da mantenere deve essere superiore a quella raccomandata dalle linee guida stilate per contrastare la diffusione di coronavirus, pari a 1,5 metri.

Correre uno davanti l’altro ma sfalsati, rende le distanza consigliata per una normale interazione da fermi sicura. Insomma sono diversi gli accorgimenti che nei prossimi mesi a venire dovremo tenere a mente per cercare di tornare ad una vita normale (fonte: Repubblica, Il Giornale).