Lorenzo Orsetti ucciso in Siria dall’Isis. VIDEO testamento: “Conosco i rischi. Rifarei questa scelta 100 volte”

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 20 marzo 2019 11:11 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 11:17
lorenzo orsetti

Lorenzo Orsetti ucciso in Siria dall’Isis. VIDEO testamento: “Conosco i rischi. Rifarei questa scelta 100 volte”

ROMA – “Conosco i rischi e rifarei questa scelta altre cento volte“. Queste le parole che Lorenzo Orsetti, il 33enne toscano ucciso dall’Isis sul campo di battaglia a Baghuz ha lasciato in un video messaggio che sarebbe stato diffuso solo nel caso in cui il giovane italiano avesse trovato la morte sul campo di battaglia. 

Lorenzo si era unito ai miliziani curdi nel 2017. Su Facebook, i compagni curdi dello Ypg lo ricordano così: “Lorenzo Orsetti si è unito alle truppe di Rojava nel 2017. Come rivoluzionario internazionale ha preso parte attivamente alla battaglia per la libertà per molto tempo”.

Ypg è la milizia di questa regione a maggioranza curda che si trova nel nord della Siria. A proposito di Orsetti, nel post i miliziani curdi spiegano ancora: “Ha giocato un ruolo significativo nella battaglia per la libertà, sopportando qualsiasi condizione avversa con grande determinazione”. Dopo queste parole, nel post vengono elencate tutte le campagne a cui Orsetti ha partecipato in questi anni a fianco dello Ypg. “Estendiamo le nostre più profonde condoglianze alla famiglia e agli amici del nostro compagno caduto” conclude Ypg nel messaggio ricordo. 

Intanto, il corpo del 33enne fiorentino ucciso in combattimento è stato recuperato. Lorenzo però, potrebbe non tornare più in Italia e essere seppellito in Siria. E’ quanto spiega il padre, Alessandro Orsetti, venendo a conoscenza delle ultime volontà del figlio che si era arruolato come volontario a fianco del popolo curdo. 

“Lorenzo non si accontentava delle vie di mezzo, dei compromessi e o delle banalità. Ha fatto una scelta coraggiosa, qualcuno può non condividere, ma era una scelta libera, non era pagato da nessuno, non era un mercenario”, ha raccontato il padre. “Invito ognuno a modo suo a trarre ispirazione da questa vita – ha aggiunto -, la sua lotta coi curdi è una lotta importante e interessante, ma era importate anche per noi, per l’Italia, per la nostra realtà”. Il padre ha anche ricordato che “a febbraio gli hanno dato la tessera onoraria dell’Anpi, Lorenzo era contentissimo, gli avevo spedito le foto della tessera lui ci teneva veramente, cercava un riconoscimento, voleva spiegare la sua decisione”.

 Del 33enne morto parla anche Michele Rech in arte Zerocalcare: “Lo conoscevo virtualmente, non di persona, ma era evidentemente uno di noi. Ma se fosse ritornato vivo dalla Siria probabilmente adesso sarebbe sotto processo insieme ad altri”. 

Fonte: Ansa e Facebook