VIDEO YouTube. Giorgia Meloni imbavagliata: “No censura”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2015 16:34 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2015 16:34
Giorgia Meloni imbavagliata: "No censura"

Giorgia Meloni imbavagliata: “No censura”

ROMA – L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha inviato una lettera a Giorgia Meloni chiedendo alla presidente di Fdi di “inviare in futuro alla collettività messaggi di diverso tenore”. La giovane parlamentare ha replicato indignata a quanto le è stato chiesto e si è imbavagliata fuori Palazzo Chigi con in mano un cartello con su scritto: “Il governo Renzi ci vorrebbe tutti così #bavagliodistato”. Poi ha chiamato in causa le alte cariche dello Stato: “Chiamo in causa la presidente della Camera Boldrini e il presidente della Repubblica Mattarella per sapere se considerano normale che il governo si permetta di censurare le opinioni delle persone e dei parlamentari. Dopo averci tolto il diritto di voto ora vogliono toglierici anche quello di parola, siamo alle prove generali di regime. Ma Renzi si faccia una ragione del fatto che noi continueremo a portare avanti le nostre idee a testa alta”.

“In pratica – prosegue la Meloni – un ufficio governativo mi censura per le opinioni espresse e mi invita a dire agli italiani cose reputate, dal governo, più accettabili”. L’UNAR le ha mandato una lettera formale che si conclude così: “Si coglie l’occasione per chiedere di voler considerare per il futuro, l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore”.

Per la Meloni si tratta di “un ufficio ‘valutazione e censura’ delle opinioni, finanziato con le tasse degli italiani”. L’ex ministro dello Sport del Governo Berlusconi annuncia di aver scritto a Renzi “anche perché non avevo idea – aggiunge – che nella nostra Repubblica esistesse. Per intenderci, l’Unar è lo stesso ‘ente’ che di recente ha promosso la distribuzione nelle scuole di opuscoli sulla teoria gender per insegnare ai bambini delle scuole che maschi e femmine non esistono e il sesso biologico è solo un’invenzione dei benpensanti”.

La presidente di Fratelli d’Italia ironizza: “Resto in attesa di sapere cosa ci sia dopo il cartellino giallo del governo: c’è il rosso diretto o un ‘cazziatone’ della Boldrini in pubblica piazza? Mi espelleranno dal Parlamento, dall’Italia, dalle feste dell’Unità? Perché il passo tra la censura governativa a un parlamentare e la reclusione in un campo di rieducazione spesso è breve. Nel frattempo continuerò ad interrogarmi su quale autorità morale e politica abbia concesso tali poteri di censura al governo e all’Unar, travalicando la Costituzione italiana e i più basilari principi democratici. E chissà se il nostro Presidente della Repubblica – osserva ancora Meloni – avrà qualcosa da dire in merito”.