Blitz quotidiano
powered by aruba

Morto Guglielmo Minervini. A Di Maio, sulla “lobby dei malati di cancro”, disse: “La conosco bene”

BARI – È morto Guglielmo Minervini, asre della giunta di Nichi Vendola dal 2005 al 2015, punto di riferimento della cosiddetta “Primavera pugliese”. Molti giovani pugliesi lo ricordano (con una certa gratitudine) come animatore del programma “Bollenti spiriti”, che utilizzando fondi europei aveva finanziato la formazione in Italia e all’estero di migliaia di laureati nati fra il Salento e il Gargano. Aveva 55 anni, era malato da tempo ma non aveva mai nascosto la battaglia che stava combattendo, fino all’ultimo post su facebook, datato 31 luglio:

E vabbè.
Ancora una volta la vita ti afferra in un’altra prova imprevista, dura ed esigente.
L’affrontiamo col piglio di sempre.
Fiducia nei medici, tenacia, resistenza, energia, i pilastri incrollabili di mia moglie e dei miei cari, gli affetti profondi e forti, tanta amicizia e la voglia di farcela senza mai perdere il senso anche dentro il mistero della malattia.
Ci risentiamo tra un po’.
Sicuro.

Nato a Molfetta il 22 gennaio 1961, docente di informatica negli istituti superiori, a 24 anni aveva fondato la Casa per la pace (1985) diventando consigliere nazionali dell’associazione pacifista Pax Cristi. Ispirato a don Tonino Bello, ha pubblicato due libri sui diritti degli obiettori di coscienza: “L’abecedario dell’obiettore” (1991) e “L’antologia dell’obiettore” (1992). Negli stessi anni è fra i fondatori della cooperativa editoriale “La Meridiana”.

Nel 1994 viene eletto sindaco di Molfetta, il primo sindaco di centrosinistra dopo molti anni. Coordinatore regionale dei Democratici e della Margherita, nel 2005 entra in Consiglio Regionale come il più votato della provincia di Bari, con 7.556 voti. Da asre alle politiche giovanili diventa uno dei perni della giunta Vendola, venendo riconfermato anche nella seconda legislatura, dopo la vittoria “bis” del 2010.

Finita l’esperienza Vendola Minervini si è trovato nel mezzo fra la sinistra del Pd e il resto delle forze politiche post e anti-vendoliane. Si è candidato alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente, sfidando due corazzate come Michele Emiliano (che poi ha vinto primarie ed elezioni) e Dario Stefàno (asre regionale all’Agricoltura, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in Senato).

Ma già da tempo stava combattendo con la malattia. Senza risparmiarsi. Scontrandosi negli ultimi tempi sempre più spesso con il Movimento 5 Stelle. L’ultima volta il 22 luglio, 10 giorni prima di morire, quando Luigi Di Maio aveva parlato della “lobby dei malati di cancro”. Minervini non aveva potuto evitare di esprimersi su un argomento che conosceva molto bene:

Il problema del nostro tempo è la stupidità (Bonhoeffer)
Così ha scritto nientepopodimeno che l’on di Maio, astro nascente della politica nazionale:
“Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti”.
La conosco bene la lobby dei malati di cancro anzi la frequento.
Agisce con discrezione e dignità, ha imparato a saltare gli ostacoli e soprattutto a resistere. Sa dare valore alle piccole cose e sa apprezzare il tempo.
Una lobby anomala che preferisce la fragilità alla forza.
Una lobby speciale impegnata esclusivamente nella lotta per la bellezza della vita.
L’unica cosa che non sopporta è la stupidità dominante.
Soprattutto quando si riveste di rozzezza nelle parole di un parlamentare.

Immagine 1 di 2
  • Morto Guglielmo Minervini. A Di Maio, sulla "lobby dei malati di cancro", disse: "La conosco bene"L'ultimo post di Guglielmo Minervini sulla sua pagina Facebook
  • Guglielmo Minervini commenta sulla sua pagina facebook l'uscita di Luigi Di Maio sulla "lobby dei malati di cancro"
Immagine 1 di 2