Corruzione, Mattarella: “Italia non è malato incurabile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2015 19:05 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2015 19:05
Corruzione, Mattarella: "Italia non è malato incurabile"

Sergio Mattarella all’assemblea Anci (Foto Lapresse)

TORINO – Corruzione, “l’Italia non è un malato incurabile”: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, risponde alle dure parole del presidente della commissione nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, che in settimana aveva definito Roma una città “senza gli anticorpi” per la corruzione.

Parlando a Torino in occasione della trentaduesima assemblea annuale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, Mattarella pronuncia parole di fiducia per il futuro del Paese:

“Non mi stanco di ripeterlo, perché sono convinto del valore strategico, fondativo, di questo messaggio: non ci sarà ripresa, non ci sarà crescita di opportunità, non ci sarà futuro degno per i nostri giovani se non estirperemo la corruzione, l’illegalità, la criminalità organizzata. Non è vero che l’Italia è un malato incurabile. Al contrario, la forza con cui poniamo il tema della legalità, la mobilitazione della società civile, l’impegno dello Stato e di tanti suoi uomini dimostrano che, in Italia, i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano e che lo Stato non fa finta di non vedere. Non dovunque, nel mondo, è così. Noi vogliamo e possiamo raggiungere traguardi alti di moralità e di trasparenza”.

Poi, rivolto ai Comuni, ha detto: “L’azione di contrasto all’illegalità va, comunque, combattuta con determinazione.  I Comuni devono esserne l’avamposto, proprio perché le istituzioni cominciano nelle vostre sedi. È in gioco la coesione del Paese, compresa la coesione territoriale”.

Replicando all’ultimo rapporto Svimez, che ha sottolineato il durevole divario tra Nord e Sud Italia, Mattarella ha parlato del ruolo strategico del Mezzogiorno: “Lo sviluppo dell’Italia, e anche il suo ruolo di protagonista nell’Unione Europea, dipende in larga parte da uno sviluppo equilibrato del Mezzogiorno. Laddove crescono le distanze e le fratture là si indebolisce tutto il potenziale nazionale, compreso quello delle Regioni che oggi esprimono gli indici economici migliori”.

A dispetto degli ultimi dati dell’Istat e di certi titoli di giornali, il capo dello Stato ricorda come la vera emergenza in Italia resti la disoccupazione: “Le ferite sociali, a partire dagli insostenibili indici di disoccupazione, assumono talvolta caratteri di emergenza”.

Riguardo ai migranti e ai flussi imponenti degli ultimi mesi, Mattarella ha sottolineato il ruolo dell’Unione europea: “Sul governo dell’epocale flusso di migranti si gioca il destino dell’Unione europea. Solidarietà, sicurezza e coesione sono compatibili”. Il presidente ha ricordato l’ultima tragedia del Mediterraneo, in cui sono morti anche molti bambini: “È difficile trovare parole adeguate per esprimere lo sgomento che questo suscita”.