Il compagno Tremonti al grido di “Salvare il popolo, non le banche” e “Utili delle imprese anche ai lavoratori”

Pubblicato il 29 Agosto 2009 12:27 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2009 12:37

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

Giulio Tremonti sembra trasformato e parla come un “compagno”. Prima, al miting di Cl, sostiene che in tempi di crisi si devono prima di tutto aiutare i più bisognosi e cita il motto inglese «Salvate il popolo, non le bache», poi sostiene la necessità che le imprese dividano gli utili aziendali con i lavoratori.

«Se ci fosse un avviso comune sulla compartecipazione all’utile delle imprese – afferma il ministro dell’Economia – per concretizzare lo stare insieme nella stessa azienda, più di prima uniti e insieme, lavoratori e imprenditori, credo che sarebbe uno dei modi per uscire dalla crisi».

Sul fronte dei slavataggi degli istituti di credito, il ministro del Tesoro ha detto: «Per uscire dalla crisi si è passati da una tasca all’altra, con una piccola differenza, che la tasca dei banchieri è dei banchieri, la tasca del governo è di tutti». Quindi, «dovrà esserci una riflessione» sulla scelta di aver aiutato le banche per uscire dalla crisi.

Parlando della spesa per la crisi che incide sul debito ha aggiunto: «È un rapporto che peggiora per salvare la spesa che si fa per salvare i signori delle banche». Ha poi sottolineato Tremonti: una volta usciti dalla crisi non si potranno «riaccendere i falò delle vanità, delle stupidità, della speculazione, dei bonus: credo che su tutto questo le ragioni debbano essere profondamente diverse».