Passera pungola Governo e Paese: serve “uno shock positivo” per uscire dalla crisi

Pubblicato il 24 Agosto 2009 21:28 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2009 21:28

Il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, pungola Governo e Paese per spronarli ad impegnarsi di più per uscire dalla crisi. Serve «uno shock positivo» ha avvertito il banchiere dal Meeting di Rimini, perché l’Italia rischia di non agganciare la ripresa.

Tra le priorità, secondo l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, lo sblocco degli investimenti per le infrastrutture: le risorse, infatti, ci sarebbero se solo si affiancassero i privati allo Stato e potrebbero aumentare se si recuperassero «quote di evasione fiscale e di spesa pubblica mal fatta».

Anche la leva fiscale, secondo Passera, è uno strumento da mettere in campo con più forza, a partire dalla detassazione della contrattazione di secondo livello. «L’ipotesi di premiare fiscalmente i salari di produttività penso che sia una linea di pensiero molto corretta» ha ribadito l’ad.

Servirebbe, insomma, «un innesco per un piano di lungo periodo», che punti «sulla competitività delle imprese, sull’efficienza del sistema Paese, sulla coesione sociale e  sul dinamismo: meritocrazia, mobilità orizzontale e verticale, capacità e velocità di decidere».

Sul fronte del welfare, secondo Passera, «le reti di protezione non vanno indebolite». Mentre, per quanto riguarda le banche, «sarebbe positivo un ripensamento» delle norme fallimentari e di Basilea2.

«Dare credito con Basilea2 e con il Codice sarà un bel problema» ha affermato il numero uno di Intesa Sanpaolo. «Basilea2 è uno strumento molto valido metodologicamente e come meccanismo di comunicazione tra imprese e banca – ha aggiunto – ma quello che dobbiamo riuscire a correggere insieme alle autorità di vigilanza sono alcuni aspetti che esasperano la prociclicità di Basilea2. Siccome la componente bilancio è molto elevata come peso, rischiamo di trovarci con annate di bilanci così basse che il derating potrebbe rendere non bancabili alcune aziende che invece, guardando le prospettive, bancabili potrebbero anche essere».

Passera si è poi soffermato sulla normativa fallimentare: «Ci sono alcuni elementi che invece di premiare le banche che accettano il rischio, rischiano di trattenerle dall’aiutare le aziende. Si potrebbe evitare questo con uno sforzo non grande».