Tel Aviv/ Assalto al locale gay: due morti e una dozzina di feriti. La comunità omosessuale contro gli ebrei integralisti

Pubblicato il 2 Agosto 2009 9:04 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2009 9:04

Due giovani morti e una dozzina di feriti: questo il bilancio di un raid anti gay operato da uno sconosciuto nella serata di sabato 1 agosto a Tel Aviv.

L’uomo è entrato in un locale, punto di riferimento della comunità omosessuale della città israeliana da 15 anni,  con il volto coperto ed ha aperto il fuoco con una mitraglietta Uzi. Quindi si è dato alla fuga.

Secondo alcuni testimoni, l’autore del gesto si sarebbe prima diretto verso un altro circolo gay ma, in seguito, avrebbe cambiato idea dandosi alla fuga.

Per il capo della polizia della città israeliana, Shahar Ayalon, si è trattato di «un episodio essenzialmente criminale».

Al momento non si esclude del tutto neppure la pista terroristica, ma sembra decisamente più probabile l’ipotesi del gesto isolato di un folle. Non a caso, infatti, i locali vicini a quello vittima dell’attacco, l’Agudah, non hanno ricevuto ordini di chiusura.

La comunità omosessuale, intanto, attacca i rabbini ortodossi ricollegando indirettamente l’aggressione ai ripetuti attacchi verbali di questi ultimi.

Secondo il parlamentare Nitzan Horowitz, «si tratta del più grave attacco contro la comunità gay». L’ultimo episodio di intolleranza contro i gay, infatti, risale ad alcuni anni fa, quando un ebreo integralista ferì, pugnalandoli, tre partecipanti ad un corteo di omosessuali a Gerusalemme.