Xi Jimping ordina alla Cina: prepararsi alla guerra, vuole Taiwan, non sarà una paseggiata, da 70 anni se ne parla

Xi Jimping ordina alla Cina: prepararsi alla guerra, vuole Taiwan, non sarà una paseggiata, da 70 anni se ne parla ma gli Usa, e le coste frenano

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 20 Novembre 2022 - 08:10 OLTRE 6 MESI FA
Xi Jimping ordina alla Cina: prepararsi alla guerra, vuole Taiwan, non sarà una paseggiata, da 70 anni se ne parla ma gli Usa, e le coste frenano

Xi Jimping ordina alla Cina: prepararsi alla guerra, vuole Taiwan, non sarà una paseggiata, da 70 anni se ne parla ma gli Usa, e le coste frenano

Xi Jìnpíng, il presidente cinese ha ordinato alla Cina di prepararsi alla guerra. E ha anche avvertito che l’ordine mondiale è sull’orlo del collasso in un’escalation agghiacciante.

Tensioni tra Cina e Taiwan: preoccupante escalation fa nascere timori di un’invasione dell’isola da parte cinese con l’intenzione di unificare il Paese.

In una preoccupante escalation, il dittatore cinese Xi Jìnpíng ha dichiarato che Pechino “rafforzerà complessivamente l’addestramento militare e la preparazione a qualsiasi guerra”. Secondo l’emittente statale CCTV, la mossa è stata provocata dalla sicurezza “sempre più instabile e incerta” della Cina.

Negli ultimi mesi, tra Cina e Taiwan è in atto quella che viene definita una guerra asimmetrica iniziata da Pechino con attacchi informatici provenienti dalla struttura di cyberwar e lanciando jet nello spazio aereo di Taiwan e missili in fase di esercitazioni.

La Cina, che ha la seconda economia ed il secondo esercito al mondo, con le sue azioni aumenta i timori che si stia preparando ad invadereTaiwan, che considera come parte del suo territorio. Il Paese, infatti, ha giurato di riprendersi la nazione – con la forza, se necessario – mentre Joe Biden ha recentemente promesso che gli Stati Uniti difenderanno l’isola.

Taiwan è di fatto un Paese indipendente, anche se non riconosciuto a livello internazionale, ma qualsiasi passo verso la piena indipendenza porterà quasi certamente alla guerra.

Il Partito Comunista Cinese ha chiarito i suoi piani il mese scorso quando ha aggiunto alla sua costituzione una linea che prevede di “opporsi risolutamente e scoraggiare” l’indipendenza di Taiwan e di introdurre una politica di “un Paese, due sistemi”.

Proprio nelle ultime settimane, nuove foto hanno rivelato per la prima volta quanto si sia intensificata la militarizzazione della Cina nel Mar Cinese Meridionale, mostrando l’enorme estensione delle operazioni militari cinesi sulle isole artificiali, armate fino ai denti con attrezzature letali, tra cui velivoli missilistici e aerei spia.

La più grande delle isole dell’arcipelago, l’isola di Taiping, attualmente controllata da Taiwan, è al centro dei piani di invasione elaborati da Pechino.

Durante l’estate, una visita dell’importante politico statunitense Nancy Pelosi sull’isola ha provocato massicce esercitazioni militari cinesi in quanto Pechino considera qualsiasi impegno, anche istituzionale, tra Washington e Taipei come un’approvazione statunitense dell’indipendenza dell’isola.

La notizia giunge mentre un missile ipersonico antinave, versione dell’YJ-21 cinese con una gittata di oltre 1.240 miglia, ha fatto il suo debutto. E la Cina ha mostrato i suoi ultimi aerei da guerra ed armi all’avanguardia durante l’apertura di un’esibizione aerea.

Sebbene Pechino si stia preparando ad una guerra lampo per attraversare lo Stretto di Taiwan e conquistare l’isola, gli esperti hanno detto che il conflitto potrebbe essere tutt’altro che rapido.

Con spiagge difficili, terreni rocciosi, difensori ben addestrati e mari implacabili, la Cina potrebbe trovarsi ad affrontare la stessa brutale guerra di logoramento che la Russia sta affrontando in Ucraina e a dover richiedere una forza di due milioni di soldati.

Il mese scorso, il capo delle operazioni navali degli Stati Uniti, ammiraglio Michael Gilday, ha avvertito, in un discorso al Consiglio Atlantico, che la Cina potrebbe cogliere Washington di sorpresa ed invadere Taiwan già quest’anno e che la storia cinese degli ultimi 20 anni dimostra come Pechino abbia sempre mantenuto ogni promessa fatta anche con tempi anticipati.