Clima 2018, il terzo anno più caldo dal 1800: toccati i 30 gradi al Circolo polare artico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2018 14:29 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 18:40

Clima 2018, il terzo anno più caldo dal 1800: toccati i 30 gradi al Circolo polare artico

ROMA – Il 2018 è stato per l’Italia il terzo anno più caldo dal 1800, dopo il 2015 e il 2014. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Questo quanto emerge dai dati Isac Cnr analizzati da Coldiretti per i primi mesi dell’anno, con le temperature che sono state superiori di 1,40 gradi rispetto alla media storica da quando sono iniziate le rilevazioni. Un caldo da record anche per il resto del pianeta, con le temperature al Circolo polare artico che hanno toccato i 30 gradi.

La Coldiretti ha evidenziato come dopo il 2017, che si è classificato al sesto posto tra gli anni più caldi dagli ultimi 218 anni, le temperature medie nel 2018 sono salite ancora. Gli anni più caldi restano il 2015 e il 2014, ma questo anno che è giunto appena a metà è da record anche per le piogge e i fenomeni meteo intensi. Trombe d’aria, nubifragi, bombe d’acqua e grandinati infatti hanno colpito la Penisola tra gennaio e luglio.

Se dunque le temperature sono in rialzo in Italia, anche la pioggia caduta negli ultimi mesi è aumentata. Dai dati Isac Cnr emerge infatti che rispetto alla primavera 2017, è caduto il 21 percento in più di pioggia durante quest’anno nello stesso periodo. Secondo gli esperti, questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici che comportano una più elevata frequenza di eventi estremi, con il rapido passaggio dal sole al maltempo. Fenomeni che hanno provocato ingenti danni all’agricoltura, sottolinea la Coldiretti, ma anche esondazioni, frane e smottamenti.

La tendenza alle temperature in rialzo non interessa solo l’Italia. Remo Sabatini sul Messaggero scrive infatti che il Circolo polare artico nel mese di giugno 2018 ha registrato picchi di 30 gradi. Temperature che non solo favoriscono lo scioglimento dei ghiacci artici, ma che mettono a rischio anche la fauna come gli orsi polari e le balene, che privati del loro habitat e del cibo rischiano l’estinzione.