Bersani sugli scontri di Roma: “La violenza non è mai giustificabile”. Meglio tardi che mai

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 13:23 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 13:23

Bersani sale sul tetto della facoltà di Architettura

Finalmente Pierluigi Bersani si è accorto che l’abbraccio eversivo di Gianfranco Fini lo aveva trascinato non solo lontano dalle radici antifasciste del suo vecchio Pci ma anche di quella parte d’Italia laica e liberale le cui radici sono nella componente non comunista della Resistenza. Anche per questo suona incongruo sentir parlare di rivoluzione liberale da fascisti, magari anche sinceramente ex come Fini e Italo Bocchino, ma questo discorso ci porta fuori tema.

Il rischio che viene ora al Pd dagli eventi della piazza di Roma del 14 dicembre è di un accostamento abbastanza ovvio ai moti semi-terroristici che nella testa dei ben pensanti non possono non andare sul conto di Fini ma che non sarebbe accorto e nemmeno giusto che il Pd condividesse.

Ha detto dunque Bersani, the day after Roma: ”Non c’è alcuna ragione al mondo che giustifichi la violenza”. L’interlocutore gli aveva rimproverato che la politica abbia ignorato le ragioni per cui i manifestanti siano scesi in piazza ed abbiano usato metodi violenti.

Bersani è stato secco e ha tagliato ogni ambiguità. La violenza non si giustifica mai.

Parole che dette da uno con le radici di Bersani valgono. Doppio.