Enrico Letta: “Pdl non abbandonerà il governo per Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2013 9:02 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 11:16
Enrico Letta: "Pdl non abbandonerà il governo per Berlusconi"

Enrico Letta (Foto LaPresse)

ROMA – “Il Pdl non abbandonerà la coalizione di governo per il caso di Silvio Berlusconi. Il premier Enrico Letta a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio si dice “sicuro che il Pdl deciderà per il meglio” sull’appoggio al governo. Letta ha detto alla Bbc in un’intervista che ritiene che la Legge Severino vada applicata e che il Senato debba essere libero di decidere sulla decadenza di Berlusconi senza ricatti per il governo.

Il premier ha detto: “Non so cosa accadrà nella discussione interna al Pdl, ma io lavoro sicuro che il governo continuerà a lavorare e che i partiti continueranno a dare il loro sostegno. Credo che la legge debba essere applicata e che il Senato deciderà il modo in cui applicare la legge. Non è un problema del mio governo, non è una responsabilità del mio governo, non devo prendere alcuna decisione. C’è una separazione dei poteri, è un problema del parlamento”.

Parlando del fondo salva-stati dell’Ue, Letta ha detto che “l’Italia non ha bisogno di alcun aiuto di emergenza”: “Stiamo facendo i nostri compiti. Il G20 ha riconosciuto che le riforme strutturali in Italia sono state ben applicate…So che dobbiamo affrontare il problema del grande debito pubblico”.

Il premier ha ribadito che “il debito italiano è enorme, ma durante la crisi è cresciuto meno che negli altri paesi. Abbiamo fatto la miglior riforma pensionistica nella Ue. Il consolidamento fiscale è solido e a fine anno la crescita riprenderà”.

Affrontando poi il discorso sulla Siria, Letta ha detto che “l’Italia non concederà le sue basi militari ad un intervento americano in Siria privo di un mandato Onu”. A una domanda sull’eventuale uso delle basi italiane, come durante l’attacco alla Libia, Letta ha risposto “è assolutamente chiaro che senza una autorizzazione delle Nazioni Unite, la nostra partecipazione attiva sarà impossibile”.