Michela Murgia – Ugo Cappellacci, “delicatezze sarde” sulla pelle di Schettino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2014 14:40 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2014 14:40
Michela Murgia - Ugo Cappellacci, "delicatezze sarde" sulla pelle di Schettino

Michela Murgia – Ugo Cappellacci, “delicatezze sarde” sulla pelle di Schettino

ROMA – A 10 giorni dal voto in Sardegna per eleggere il nuovo presidente della Regione, alzi la mano chi ha capito quali sono i programmi dei due candidati. Almeno sul Continente, della campagna elettorale della scrittrice Michela Murgia, sostenuta da una lista indipendente e del presidente uscente Ugo Cappellacci (centrodestra) sono arrivati solo gli schizzi, la schiuma di una grottesca polemica sul filo della metafora navale ai tempi di Schettino. Sai che originalità, eppure i due riempiono le cronache politiche, alimentano i sociologismi ispirati a un politicamente corretto di maniera e valido a corrente alternata.

Si parla delle offese da parte di una scrittrice meno creativa del suo solito standard  se via twitter deve ricorrere al paragone con il famigerato comandante Schettino per denunciarne l’inadeguatezza di amministratore: un po’ poco (consigliamo al povero Schettino se non di chiedere i danni, almeno le royalties per lo sfruttamento del suo nome). Si parla della replica rozza di Cappellacci che sotto pressione, come diceva Alberto Sordi, “esce al naturale” e non trova di meglio che insultare chi l’ha offeso alludendo ai suoi tratti fisici (le ha dato della cicciona) con l’aggravante di proseguire l’assurda battaglia navale (“la stazza della Costa Concordia”).

Per Repubblica di oggi, il trash di Cappellacci è ovviamente il segno di una deriva lessicale degna del suo capo “sciupafemmine”, per la stessa Murgia la conferma della volgarità (antropologica?) del suo mentore (Berlusconi). Offendere una donna denunciando i suoi presunti difetti fisici somma somma due violazioni del politicamente corretto. Vero, anche per gli apologeti del conformismo opposto, vale a dire il politicamente scorretto a tutti i costi. Dare a qualcuno del vigliacco, del pusillanime senza spina dorsale e incapace di far fronte alle sue responsabilità (questo vuol dire dare dello Schettino), è un insulto e una diffamazione. Ma chissà com’è non infrange alcun codice di correttezza. Possiamo almeno dire che se non è trash, è almeno cheap?