Sapiens non è plurale, l’errore è del traduttore italiano di Harari

di Sergio Carli
Pubblicato il 18 Ottobre 2020 10:08 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2020 10:09
Sapiens plurale di sapien? Scivolone di Harari, superstar della conoscenza

Sapiens plurale di sapien? Scivolone di Harari, superstar della conoscenza

Sapiens non è plurale, l’errore è del traduttore italiano di Harari, scoperta dei lettori di Blitz

Sapiens plurale di sapien? Tragico errore, a pagina 14 della edizione italiana di Sapiens, best seller mondiale di  Yuval Noah Harari? Credevamo di poterlo imputare all’autore. Invece due lettori di Blitzquotidiano, che si firmano con nome e cognome, hanno svelato il mistero. L’errore c’è, ma è soltanto nella edizione italiana. Ecco la trascrizione delle loro e-mail.

Scrive il signor Davide Barrera.

“Oggi ho letto il vostro articolo a proposito di un presunto scivolone di Yuval Noah Harari, autore di Sapiens (e di Homo Deus) che avrebbe scritto “userò il termine sapiens (mantenendolo invariato al plurale)…”, a pag 14 della versione italiana edita da Bompiani. Poichè non ricordavo di aver notato questo strafalcione quando lessi il libro, sono andato a controllare sulla versione digitale che possiedo.E vorrei informarvi che nella versione inglese che io ho letto (2014, McLelland & Stewart, tradotto dall’ebraico dallo stesso Harari) non vi è traccia della frase incriminata. Quindi sospetto che il responsabile dello strafalcione non sia l’autore del libro (e della sua traduzione in inglese)”.

E il signor Tiziano Marmiroli aggiunge:

“Vi segnalo che l’ignorante é il traduttore di Bompiani! Sto leggendo proprio ora l’ebook di Sapiens in inglese e quella frase é scritta cosí

“To clarify this point, I will often use the term ‘Sapiens’ to denote members of the species Homo sapiens, while reserving the term ‘human’ to refer to all extant members of the genus Homo”.

 

Potete verificare ad es. qui http://free.epubebooks.net/ebooks/books/sapiens.pdf a pag. 13″.

Errore quindi solo nella versione italiana. Dà amarezza il fatto che un simile errore si sia potuto commettere proprio in Italia, terra di studi classici. E che nessuno, a quanto risulta, ne abbia sofferto più di tanto.
Pro memoria. Questo è il titolo del nostro articolo:

“Sapiens aggettivo latino della terza declinazione o parola inglese plurale di sapien?”.

E questo l’articolo.

Harari e il latino, abbiamo un problema. Hanno definito lo storico israeliano Yuval Noah Harari, superstar della conoscenza. Questa è Repubblica, un po’ enfatica. Più cauto il New Yorker. “La storia di chiunque, sempre.Yuval Noah Harari ha previsto la possibile fine del genere umano. Ora che succede?”. Ma finora nessuno mi pare si sia accorto di un suo tragico e fondamentale errore. Un errore, una svista, una piccola sciatteria che ha mandato in crisi la mia devastante e invidiosa ammirazione. E gettato un’ombra sulla credibilità del suo lavoro. Oltre che rappresentare un segno di disprezzo per le nostre radici latine e per estensione per noi stessi.

Harari ha scritto che Sapiens (da Homo Sapiens, titolo del suo libro che ha venduto 15 milioni di copie in tutto il mondo) è plurale. Testualmente: …userò il termine sapiens (mantenendolo invariato al plurale) …ecc. ecc. ( Bompiani editore, terza edizione, pag. 14). Cioè tu sei sapien, noi siamo sapiens.

Sapiens sapientis, al plurale sapientes. Ma homo è singolare, come sapiens. Se sapiens fosse plurale homo diventerebbe homines. Se fosse plurale, allora sarebbe homo sapien o homines sapientes. A meno che Harari non consideri homo latino indeclinabile in inglese e sapiens inglese plurale. Un bel pasticcio. Una superstar della conoscenza non se lo può permettere. Altrimenti retrocede a una costellazione minore.

A scuola una volta si insegnava che tu sei sapiens e noi siamo sapientes. Se non ci credete, andate a  questo link che vi porta al testo del libro e digitate “plurale” nella maschera di ricerca. Se non ricordate il latino, chiedete la declinazione a Google. Un precedente sullo stesso giornale…

Possibile che il traduttore non se ne sia accorto? Può essere che il redattore che ha curato la messa in pagina se lo sia lasciato sfuggire? Con la scuola di oggi tutto è possibile.

Vero che pochi nel mondo studiano o hanno studiato il latino. Ma viene il sospetto che quei pochi che sanno il latino non leggono Harari o che nessuno abbia dato peso alla svista.

Né d’altra parte Harari è tenuto a sapere il latino. Ma io che non conosco l’inglese non mi azzarderei a elaborare sulla grammatica di quella lingua. Così Harari ha dato una piccolissima prova di superficialità e sciatteria che mi ha indotto a lasciare da parte Sapiens e il suo stile molto strutturato e per me difficile da seguire. Sarà una superstar della conoscenza ma ho i miei dubbi.