Donne in pubblicità. Retromarcia Boldrini. A metà: vuol regolare tutto per legge

Pubblicato il 29 settembre 2013 4:29 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 8:48
Tv:Spot;Boldrini, lungi da me minare fondamenta società

Laura Boldrini: un po’ troppo talebana

Laura Boldrini, presidentessa della Camera dei Deputati per la dabbenaggine e la scarsa visione prospettica di Pierluigi Bersani, ha dato una nuova prova di scarsa dimestichezza con la lingua italiana e anche ha esibito il suo poco amore per la libertà di espressione e di critica, facendo allontanare dalla Polizia il Valerio Staffelli  del Tapiro d’oro.

Nel tentativo di fare marcia indietro rispetto alle affermazioni a metà fra Medio evo e talebani sull’utilizzo delle donne in pubblicità, ha detto, secondo l’agenzia Ansa:

“Lungi da me minare le fondamenta della società italiana. Noi tutti siamo più avanti rispetto a questa rappresentazione” della donna nella reclame “ma non c’è stato un rinnovamento nel rappresentarci. Parlare mi sembra utile, verranno fuori leggi migliori più attinenti alla realtà”.

”Se mi occupo di spot si scatena un putiferio perché si ritiene che la Presidente della Camera si debba occupare di altro”, dalla realtà, che si debba occupare solo ”di quello che succede nel Palazzo”.

“Se una donna è sempre rappresentata seminuda e muta, come un oggetto, una persona di un oggetto fa quello che vuole. Dal fare quello che si vuole alla violenza il passo è breve”.

Si vede che Laura Boldrini non gira per strada o ha gli occhi coperti dagli occhiali della ideologia. Non è infatti la pubblicità a proporre i modelli da lei deprecati, ma la vita. In questi tempi Roma è invasa da orde di ragazzine, molte minorenni, italiane e straniere, che indossano mini shorts tali, come scrisse Niccolò Bacigalupo, più di un secolo fa, da fare perdere il controllo a un frate cappuccino (unn-a mostra de coesce e de tettin da fa perde a pazienza a un capucin: che è quello che succede oggi nelle strade in Italia). Perché non arrestarle tutte o coprirle con un bel burqa. Il vantaggio per le coronarie di uomini e lesbiche sarebbe rilevante. Invece Laura Boldrini insiste con i suoi luoghi comuni:

“Il rispetto per gli altri si impara a scuola: l’educazione di genere sarebbe molto utile nelle scuole e ci libererebbe da pregiudizi”.

Laura Boldrini ha parlato al Festival del Diritto di Piacenza, tematiche con le quali non risulta avere particolare dimestichezza. Ancora una volta invece ha tradito la smania di una parte del mondo politico italiano di ingabbiare tutto in leggi e regolamenti, anche i centimetri quadrati di pelle che una donna può mostrare in pubblico: esattamente come da noi nel Medio evo e come ancora oggi nell’Afghanistan dei talebani.

Nel corso della serata, a quanto si legge nel notiziario dell’Ansa, Laura Boldrini ha poi infilato una autentica collana di perle concettuali er linguistiche che vale la pena di riportare:

1. ”Anche se avessi una mia idea non sarei qui a esprimerla perché chi ha ruoli istituzionali deve mantenere il riserbo. Mi auguro però che se e quando si andrà a elezioni ci si arrivi con una nuova legge elettorale. Tutti i partiti presenti in Parlamento lo avevano promesso”.

2. L’attuale situazione politica: “Possiamo solo aspettare: è un momento difficile e complicato, mi auguro prevalga il senso di responsabilità”.

3.  “Il mio auspicio è che non si vada alle elezioni con questa stessa legge elettorale perché tutti i partiti, tutti, si sono impegnati a cambiarla. Tornare con la stessa legge non penso sia un buon segnale, potrebbe essere motivo di sfiducia da parte dei cittadini. Mi auguro che questo si possa fare”.

4. Tra la politica e i cittadini “ci deve essere un patto di onestà: se manca questo non si avrà fiducia e allora non si avrà speranza nel futuro. Se non si ha fiducia nella classe dirigente non si ha fiducia nel futuro. La politica non si disintegrerà solo se umilmente farà un percorso di ascolto, se cercherà di dare risposte. Se sarà solo autoreferenziale, perderà il rapporto con gli elettori, con i cittadini”.

5. I partiti politici “sono una parte essenziale della democrazia, bisogna che siano più trasparenti ma non si può pensare di non avere partiti. Bisogna rafforzare il sistema democratico e non abbatterlo: il sentimento dell’antipolitica va combattuto con la buona politica. Va fatto un lavoro di vicinanza per dare fiducia alle persone. Una legge sul finanziamento dei partiti è importantissima. Dubito fortemente si possa fare politica senza un sostegno pubblico perché senno fa politica solo chi è ricco, anche su questo spero si faccia una riflessione”.

6. L’auspicio, per le cose della politica, è quello di “lavorare in clima più sereno”, non è auspicabile “che l’Aula diventi sempre un Colosseo: occorre più serenità e più capacità di lavorare bene, mi auguro si possa riuscire a farlo per il tempo che avremo ancora a disposizione. Trovo demoralizzante che il confronto possa passare per gli insulti e per lo scontro fisico. A me viene da pensare che gli insulti nascondano i pochi argomenti: se ci fossero argomenti, non ci sarebbero insulti”.