Foto di pedofili e vittime negli archivi dell’arcivescovado belga di Malines

Pubblicato il 6 Luglio 2010 10:17 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 12:16

La chiesa di Malines

Foto proibite nell’arcivescovado belga di Melines-Bruxelles. I magistrati belgi stanno indagando su alcune immagini spuntate dai faldoni sequestrati dopo il blitz dello scors0 24 giugno, che aveva innescato le polemiche tra Vaticano e magistratura belga. Insomma il clamoroso caso diplomatico che ha finito per incrinare i rapporti fra i due paesi sovrani si complica. Dai vertici della Curia era partita una reazione difensiva senza precedenti per quello che era vissuto come un intollerabile sopruso al punto di fare paragoni con le violente discriminazioni ai danni della Chiesa dei comunisti in Europa dell’est. Le nuove compremettenti rivelazioni sembrano dar ragione allo zelo della magistratura belga.

A destare dubbi sono le immagini dei corpi appena esumati dalle vittime del pedofilo Marc Dutroux, e le decine di foto delle piccole Julie e Melissa che dovevano essere blindate negli archivi segreti. Gli inquirenti di Bruxelles, scrive il quotidiano fiammingo Het Laatste Nieuws, si stanno in queste ore interrogando su che cosa ci facessero nell’archivio dell’arcivescovado di Malines.

Dall’esame dei 475 dossier su casi di presunti preti pedofili sequestrati alla Commissione di inchiesta istituita dall’episcopato belga, sono spuntati centinaia di documenti che in apparenza non hanno nulla a che fare con l’oggetto dell’’inchiesta. “Rapporti della magistratura destinati alla Giustizia e non alla Chiesa”, scrive il giornale.

La Chiesa belga invita alla prudenza. Sentito dall’agenzia di stampa Belga, il portavoce dei vescovi Eric de Beukelaer si è detto sorpreso dalla rivelazione. ”Non sappiamo niente di questi dossier”, ha dichiarato il portavoce, spiegando che durante le perquisizioni e gli interrogatori nessuno ha fatto riferimento a questi documenti. ”Sono stato interrogato io stesso – ha aggiunto il portavoce – e mai sono stato sentito su questi documenti. L’arcivescovado è enorme. Molti documenti sono stati inviati, ma non so niente. Bisogna essere prudenti”.