Gilet gialli, cosa resta della protesta contro le tasse di Emmanuel Macron

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Giugno 2019 7:45 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2019 20:07
Gilet gialli, cosa resta della protesta contro le tasse di Emmanuel Macron

Gilet gialli, cosa resta della protesta contro le tasse di Emmanuel Macron (Foto Ansa)

ROMA – Cosa rimane dei gilet gialli? In tutta la Francia sabato scorso erano presenti solo 7.000 manifestanti, di cui 950 a Parigi, mentre verso la fine del 2018 al culmine della protesta erano 250.000, pronti a gridare la loro rabbia contro il presidente Macron e il carovita.

Le proteste hanno spesso scatenato violenze e incendi nel centro della capitale, accumulando pressioni enormi su Macron, ma il movimento si è diviso in correnti e alle elezioni del Parlamento europeo del mese scorso i candidati hanno rastrellato appena lo 0,5% dei voti.

Mentre Macron nel frattempo ha recuperato e ora sta lanciando nuove riforme, un manifestante ha dichiarato al Wall Street Journal: “Ho rimesso il mio gilet giallo nel vano portaoggetti dell’automobile”.

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Il movimento era nato sull’onda di una protesta contro l’aumento della tassa sulla benzina ma rapidamente si era trasformato in un più ampio assalto a Macron, criticato per essere fuori dal mondo e “presidente dei ricchi”. 

Nel corso di proteste particolarmente violente a novembre e dicembre, i gilet gialli mentre chiedevano le dimissioni del presidente avevano incendiato le auto e coperto l’Arco di Trionfo di graffiti. Da allora hanno organizzato le manifestazioni ogni sabato ma il numero dei partecipanti, dopo la fine del 2018, ha iniziato ad assottigliarsi. 

E nell’ultima protesta, rispetto al picco dello scorso anno, c’è stato un calo di presenze di oltre il 95%. Ad allontanare i francesi dal movimento sono state le violenze, la divisione in correnti e gruppi interni ognuno dei quali con a capo un leader diverso e diversamente politicizzato, tra l’estrema destra e l’estrema sinistra

Ci sono stati insulti antisemiti e maltrattamenti come nel caso del filosofo Alain Finkielkraut. All’inizio dell’anno, infine, la disoccupazione francese è scesa al livello più basso dal 2009, il che ha consentito a Macron di rivendicare il merito della ripresa economica. (Fonte: Daily Mail)