Giudice riconosce la legge della sharia: moglie pakistana ottiene divorzio in Gb

di Redazione blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 6:49 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2018 21:01
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Gb, giudice riconosce la legge della sharia: moglie pakistana ottiene divorzio

LONDRA – Con una sentenza storica, un tribunale britannico per la prima volta ha riconosciuto la legge della Sharia: un giudice ha infatti stabilito che nel divorzio una moglie può rivendicare i beni del marito. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La sentenza in seguito alla decisione di Nasreen Akhter di divorziare dal marito Mohammed Shabaz Khan, sposati nel 1998 con una cerimonia islamica. Khan voleva bloccare il divorzio sulla base del fatto che secondo la legge britannica non erano “legalmente sposati” e sostenuto che erano uniti in matrimonio “soltanto con la legge della Sharia“.

La sentenza della Corte Suprema afferma che l’unione è valida e riconosciuta poiché le aspettative degli sposi era simili a quelle di un contratto matrimoniale britannico. Ciò significa che per le donne sposate con una cerimonia islamica sarà più semplice divorziare nel Regno Unito rivendicando metà dei beni del marito, scrive il Daily Mail.

In tribunale è emerso che la coppia di origini pakistane, circa venti anni fa si era sposata con una cerimonia di nozze “nikah” in un ristorante di Southall, a ovest di Londra, e viveva a Pinner, nel Middlesex.

Le cerimonie di nozze nikah ricadono sotto la legge matrimoniale del Regno Unito sebbene, prima della decisione storica, i tribunali non lo riconoscessero  come un matrimonio legalmente valido.

Il giudice ha ascoltato la testimonianza della Akhter, un’avvocato, e di Khan, che possiede un’impresa immobiliare e ha lavorato a Dubai.

La Akhter ha asserito che la cerimonia del nikah è stata officiata da un imam prima dell’arrivo di 150 ospiti e aggiunto che Khan era diventato il “marito” e lui la considerava “moglie”, la presentava a tutti come tale.

Un gruppo di esperti, che comprendeva un accademico e avvocati, ha sostenuto che alle coppie musulmane dovrebbe essere richiesto di unirsi oltre che con cerimonie di nozze islamiche anche con il rito civile così che il matrimonio islamico sia in linea con quello cristiano ed ebraico.