Notre-Dame, il tesoro salvato: le sacre reliquie intatte nella sacrestia. La corona di spine, la vera croce…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 aprile 2019 13:08 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 21:18
Notre-Dame, il tesoro salvato: le sacre reliquie intatte nella sacrestia. La corona di spine, la vera croce...

Notre-Dame, il tesoro salvato: le sacre reliquie intatte nella sacrestia. La corona di spine, la vera croce…

ROMA – Il tesoro di Notre-Dame al momento non è stato toccato dall’incendio che sta devastando la cattedrale di Parigi. “Gli oggetti sacri sono conservati nella sagrestia”, ha reso noto il portavoce di Notre-Dame, André Finot, come riporta Le Figaro. “Dobbiamo vedere – ha aggiunto – se la volta, che protegge la cattedrale, verrà toccata” dal rogo.

Il reliquario che comprende la Corona di spine di Gesù, un pezzo della Vera Croce, la tunica di San Luigi, è un tesoro inestimabile soprattutto dal punto di vista della devozione religiosa, un patrimonio che simboleggia la continuità e l’universalismo della cristianità. 

Questo tesoro venne acquistato da re Luigi IX il Santo da Baldovino II di Costantinopoli nel lontano 1238 e per secoli custodito nella Sainte-Chapelle (che si trova sempre nell’Ile de la Cité). Fino a quando Napoleone non fece trasferire tutto a Notre-Dame. Fino alla Rivoluzione, invece, il Tesoro era considerato apertamente come una possibile riserva di denaro per i periodi di crisi a disposizione dei sovrani i quali vi attingevano in caso di epidemie, carestie, guerre straniere e guerre civili. 

Su espressa richiesta del Re, queste reliquie venivano fuse per ricavarne denaro: scomparve così il reliquiario di vermeil di Saint Simeon e Saint Andrew offerto da Philippe-Auguste, la statuetta di Saint Denis decorata con zaffiri e perle con le armi di Isabeau di Baviera venduta dal 1429, il busto d’oro di Saint Agnese decorato con un ricco zaffiro circondato da otto pietre preziose e recante un ramo d’oro.

E sono soltanto alcuni esempi perché nei secoli furono molti gli oggetti prelevati e portati alla Zecca per essere fusi: candelieri d’oro, la corona di San Filippo ricoperta di pietre preziose e lampade d’argento. Poi la Rivoluzione francese nazionalizzò i beni della Chiesa, ordinandone la confisca: a quel punto il Tesoro scomparve e con alterne vicende durante la Restaurazione venne ricreato (anche grazie alle donazioni di Napoleone).

A mano a mano, Notre Dame ha avuto in regalo moltissimi oggetti preziosi, il cui valore dipende anche dal contesto storico: impossibile riprodurre oggetti di valore irripetibile. (fonte Agi)