Terremoto Creta magnitudo 6. Così finì la civiltà di Minosse 3500 anni fa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2019 8:51 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 12:23
Un sismografo, Ansa

Un sismografo (foto Ansa)

ROMA – Una scossa di terremoto di magnitudo 6 è avvenuta nella mattinata di mercoledì 27 novembre, intorno alle 7,23, al largo di Creta.

La scossa è stata avvertita anche in Puglia e in Calabria.

La scossa segue lo sciame sismico che da giorni sta colpendo l’Albania e la regione balcanica.

Secondo gl archeologi, una serie di terremoti fu la principale causa della fine di una delle più antiche civiltà, quella detta Minoica, dal nome di Minosse, il grande re che rese ricca  sicura l’isola: dai pirati, ma non dalla natura. La moglie Pasifae lo cornificò con un toro e diede luce al mitico Minotauro, poi rinchiuso nell’altrettanto mitico Labirinto. Anche i più ignoranti dovrebbero ricordare fin dalle elementari la storia di Teseo che uccise il Minotauro penetrando senza perdersi nel Labirinto grazie al filo d’Arianna.

La civiltà cretese durò 1.500 anni a partire dal 3000 avanti Cristo, grazie alla posizione strategica di Creta, al crocevia delle correnti di traffico fra il Medio Oriente e l’Egittto da una parte e i mercati dell’Europa centrale (oggi Germania) e del Nord. Ebbe un primo tracollo verso il 1700 avanti Cristo sempre per un mega terremoto, poi si riprese alla grande. Una nuova serie di terremoti, oggi si dice sciame, mise di nuovo in ginocchio Creta circa 3.500 anni fa. Invasori Achei e pirati fecero il resto. Era venuto il tempo della civiltà Micenea e della guerra di Troia. Il cambiamento climatico dell’epoca mise in ginocchio anche quella.

La scossa in Albania.

E’ stata ricalcolata in 6,2 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la magnitudo della scossa principale avvenuta in Albania nella notte tra lunedì e martedì 26 novembre, intorno alle 3:54. Il valore iniziale, di 6,5, era infatti quello relativo alla magnitudo locale, risultato dai calcoli eseguiti in automatico, come sempre accade quando i sismografi inviano i primi dati relativi a un terremoto. I calcoli successivi eseguiti dai sismologi indicano la magnitudo momento, che risulta pari a 6,2.

Questa scossa, a cui ne sono seguite oltre cento di assestamento avvertite in tutti i Balcani, ha avuto l’epicentro tra Shijak e Durazzo, poco lontano dalla costa, e ha fatto tremare anche la capitale Tirana, dove la gente è scesa in strada nel panico.

Con il passare delle ore il bilancio delle vittime e dei danni è via via peggiorato. Ufficialmente i dispersi sono circa 30. Poco prima della mezzanotte di martedì 26 novembre, le vittime sono in tutto 23 con più di 650 feriti, dei quali 260 ricoverati negli ospedali locali. Una cinquantina  sono invece le persone estratte vive dalle macerie. 

Fonte: Ansa, Ingv.