A Torino arrivano i City Angels, i volontari del soccorso a tutto campo

di Giacomo Perra*
Pubblicato il 11 Febbraio 2010 12:05 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2010 12:06

Sono quaranta squadre, ciascuna composta dalle tre alle cinque persone e invaderanno le strade di Torino da venerdì prossimo. Armate di bicicletta, cellulare di ultima generazione collegato alla centrale e marsupio di primo soccorso provvederanno nei prossimi weekend a segnalare eventuali problemi ai vigili urbani. Li chiamano City Angels e sono l’alternativa torinese alle ronde licenziate dal decreto del ministro Maroni. Non ne rispettano alcune norme fondamentali come l’iscrizione all’albo della prefettura e l’appartenenza dei suoi componenti alle forze dell’ordine proprio perché, spiega l’assessore alla Polizia municipale Domenico Mangone che con il sindaco Sergio Chiamparino ha raggiunto l’accordo quadro sulla loro introduzione, “è un esperimento da non confondersi con le ronde del decreto sicurezza”.

Alfredo Tavarnese, presidente nazionale dell’associazione, realtà non locale ma nazionale, essendo attiva dal 1994, anno della sua fondazione a Milano, tende a marcare la differenza: «I volontari vestono la divisa rossa, segno internazionale del soccorso, il basco blu, sinonimo di pace. Quando sono in strada non vanno a cercare i delinquenti, scopo delle ronde, ma vanno in soccorso di chi ha bisogno. Ma sono preparati anche ad intervenire se si dovessero imbattere in uno scippatore, cosa che è vietata a chi fa semplicemente ronde».

Agli “angeli” torinesi, infatti, sarà consentita l’azione, come per qualunque cittadino, solo in presenza in flagranza di reato. «Non siamo dei vigilantes – precisano i City Angels – il nostro scopo è quello di aiutare le persone, ad iniziare da quelle in difficoltà, come i senzatetto e i barboni. Di metterci in contatto con i residenti per raccogliere quelle che sono le lamentele, le tensioni di una certa zona, cercando di risolverle».

L’intesa prevede un rimborso spese di 15 mila euro per i volontari, che saranno impiegati nelle zone più a rischio per i prossimi sei mesi. Piazza d’Armi, corso Sebastopoli e parco Mignon sono le aree che inaugureranno la sperimentazione. Entro fine mese la tutela dei City Angels si estenderà non solo geograficamente (saranno interessate anche via Cecchi, via Chiesa della Salute e piazza Carlo Felice, compresa l’area dei portici della stazione di Porta Nuova) ma anche nel tempo: l’azione delle squadre infatti si concentrerà pure negli altri giorni della settimana.

*Scuola di Giornalismo Luiss