Blackout game, dopo Igor Maj la Procura oscura altri 15 video di giochi pericolosi

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 settembre 2018 19:49 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2018 19:49
Blackout game, dopo Igor Maj la Procura oscura altri 15 video di giochi pericolosi

Blackout game, dopo Igor Maj la Procura oscura altri 15 video di giochi pericolosi (Foto Ansa)

MILANO – Prosegue la stretta della Procura di Milano ai giochi in rete che spingono a sfide estreme, fino al suicidio, come il blackout game che avrebbe portato alla morte per soffocamento del quattordicenne Igor Maj.

Il filmato visionato dal ragazzo prima di togliersi la vita ora non è più visibile per i minorenni e gli investigatori della polizia postale hanno lavorato per tutto il giorno per far oscurare, impedendo la visione almeno ai minori, altri 15 video, caricati sempre su YouTube, con caratteristiche simili.

Giovedì 13 settembre, non appena è divenuta pubblica la denuncia del padre del ragazzino che ha raccontato che il figlio “poco prima del gesto” aveva visto quel video, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha disposto “il sequestro preventivo e d’urgenza dei siti dove vengono pubblicati” quei filmati con ordine “agli internet service provider”, tra cui YouTube, di rimuoverli o inibirne la visione.

Essendo quello della Procura un provvedimento ‘aperto’, oltre ai 15 video già in fase di “inibizione”, la polizia postale potrà continuare ad accertare se ce ne siano ancora da oscurare. Gli atti, poi, passeranno al gip per la convalida dei sequestri.

Intanto, l’inchiesta aperta per istigazione al suicidio, passata all’aggiunto Letizia Mannella e al pm Cristian Barilli del dipartimento ‘fasce deboli’, punta ad individuare chi ci sia “dietro questo macabro gioco”, ossia chi abbia realizzato quel video e quali siti per primi l’abbiano messo in Rete.

Su YouTube risulta caricato nel novembre 2016 da un “canale” chiamato ‘Infinito’ che sostiene di voler diffondere “informazioni ma sotto forma di intrattenimento che rimanga interessante e divertente”. E chiede che si aiuti la ‘causa’ con tanti ‘like’, che poi significano ricavi pubblicitari.

La voce beffarda che si ascolta nel filmato, in realtà, pur parlando di “sfide pericolosissime” le presenta come molto “in voga tra i teenager”, fornendone tutti i dettagli. Ora YouTube, su questo come su altri video oscurati, ha piazzato la scritta: “Accedi (tramite account, ndr) per confermare la tua età. Questo video potrebbe essere inappropriato per alcuni utenti”. E sotto un avviso per spiegare che è “soggetto a limiti di età” e per richiamarsi alle “norme della community”, tra cui l’invito a “non pubblicare video che potrebbero indurre gli spettatori a compiere atti potenzialmente molto dannosi, specialmente se rivolti ai bambini”.

Nel frattempo, gli inquirenti, dopo l’azione immediata di stop alla diffusione delle immagini (pur consapevoli di “svuotare il mare con un cucchiaino”), muovendosi tra domini anonimi e server all’estero dovranno valutare anche se sarà possibile contestare a qualcuno l’istigazione al suicidio. Il pm Barilli è lo stesso che si è occupato delle tante denunce su presunti casi legati al fenomeno ‘Blue Whale’. Segnalazioni che sono arrivate anche per una sorta di psicosi legata a quel presunto “gioco” via web, basato su un’escalation di prove fisiche, dall’origine incerta e di cui tanto si è parlato sui media.