Blitz animalista contro Luciano Ponzetto, veterinario-safari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2015 10:58 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2015 10:58
Blitz animalista contro Luciano Ponzetto, veterinario-safari

Luciano Ponzetto col leone ucciso in Tanzania (foto da Facebook)

CALUSO – Blitz degli animalisti nello studio del veterinario che ammazza i leoni. Nella notte tra il 4 e il 5 novembre a Caluso (Torino) il Fronte Animalista si è presentato davanti allo studio di Luciano Ponzetto. I manifestanti hanno appeso tre cartelli: “Lo pagate per salvare e lui si diverte ad uccidere!”; “Dr Jakyll o Mr Hyde? Salvatore o Boia? Vergognati”; “Veterinario? Vergognati. Vigliacco. Ci vedremo presto”. Alcuni colleghi ne chiedono la radiazione. Le polemiche si sono scatenate su Facebook dopo la pubblicazione di alcune foto che immortalavano Ponzetto davanti a un leone ucciso in Tanzania.

Già da alcuni giorni sui social network era montata la polemica: qualcuno aveva riconosciuto il medico e aveva postato le foto su Facebook dopo averle scaricate da un sito di safari, dal quale poi sono state rimosse. Il web e i social network sono stati inondati di commenti e insulti rivolti al veterinario.

Un po’ come avvenne per il dentista del Minnesota, che l’estate scorsa si era fatto fotografare davanti al leone Cecil ucciso. Il veterinario ha fatto diffondere un comunicato: “La professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico né sotto quello morale, con attività di caccia o safari, praticate nel rispetto delle vigenti leggi, ove esse possono essere svolte. La circostanza per cui il dottor Luciano Ponzetto è uno stimato veterinario non può perciò limitare il suo diritto a svolgere attività hobbistiche e queste ultime, a loro volta, non possono essere utilizzate in modo strumentale dagli organi di stampa per ingenerare presso l’opinione pubblica un’immagine negativa, sia moralmente che professionalmente”.

Il veterinario non rischia la radiazione dall’albo: lo assicura l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino. “Si tratta di una attività hobbistica regolamentata dalle leggi che non ci consentono, dunque – spiega il presidente Thomas Bottello – di prendere provvedimenti nei suoi confronti”. La vicenda rischia di avere strascichi giudiziari. Ponzetto ha presentato due denunce alla stazione dei carabinieri di Caluso: una contro ignoti per quanto riguarda i commenti postati sul web e una per diffamazione a mezzo stampa.