“Nessuno tocchi la mia roba”: i boa in azienda, la bomba a Equitalia

Pubblicato il 5 ottobre 2012 14:58 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 15:32

ROMA – Boa e pitoni a guardia dei registri contabili a Belluno. Bomba nelle sede Equitalia a Verona. Succede anche questo nell’operoso nord, quello stritolato dalle tasse, dal costo del lavoro, dalle banche che non fanno più credito. Ma, a Nord come a Sud, non manca chi considera chi controlla il pagamento delle tasse e chi chiede il dovuto come un nemico, un intruso, un ladro. Sei nemico, intruso e ladro perché controlli e vuoi la mia “roba”. Costume del Nord come del Sud ma è dalle parti della Padania che l’odio anti Equitalia s’è fatto anche partito. Quando, ad esempio, la Lega invitò a non pagare le tasse quando sono eccessive.

Il boa e la bomba. Due episodi distinti e separati, due notizie da cronaca locale. Ma un un unico tessuto narrativo, lo stesso: quello di chi mette enormi rettili contro chiunque abbia in mente di frugare nei registri dove si annotano entrate e uscite. Sempre nella stessa narrazione rientra anche l’episodio di Verona, con un ordigno esploso nella notte tra 4 e 5 ottobre nella sede d Equitalia. Ovvero di quell’ufficio di chi si occupa di recuperare crediti. “Roba” da una parte, “roba” dall’altra, eccolo il tessuto narrativo di due episodi distinti, con protagonisti diversi, di due città del Nord.

Nell’azienda della Valbelluna giovedì arriva un controllo della Finanza che di certo non avverte. Un’eventualità, quella del controllo, che i proprietari di quest’azienda attiva nel settore dei metalli devono aver valutato bene escogitando un metodo unico contro indesiderate intrusioni. Scrive l’Ansa:

“C’erano anche boa e pitoni tra i 12 rettili messi a guardia dei registri contabili, con documentazione contabile ‘parallela’, in un’azienda della Valbelluna operante nel settore della lavorazione dei metalli, oggetto di un controllo fiscale della Compagnia della Guardia di Finanza di Belluno. Un incontro inconsueto e inaspettato per i finanzieri che, entrando in un magazzino adiacente gli uffici amministrativi dell’azienda, si sono imbattuti in una distesa di teche contenenti serpenti che ‘coprivano’ gli scaffali della documentazione fiscale. Nelle teche in vetro c’erano splendidi esemplari di boa constrictor imperator, alcuni dei quali di circa tre metri, un pitone reale e altri 10 rettili, nessuno denunciato al Servizio di Certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato.

Un deterrente e una minaccia insieme: “E’ stato perciò necessario chiedere l’intervento della Forestale di Belluno e di un erpetologo prima di acquisire la voluminosa documentazione contabile ed extracontabile, che sarà ora oggetto della verifica fiscale da parte delle ‘fiamme gialle'”.

Il boa per nascondere la contabilità “parallela”, ovvero quella da nascondere alla legge, è fenomeno quasi grottesco, da commedia all’italiana. A Verona invece sono andati con mano pesante contro chi, le tasse, è incaricato di farle pagare. Il secco comunicato Ansa ci racconta “un’esplosione nel cuore della notte con Equitalia ancora una volta nel mirino. Stavolta la sede presa di mira è quella di Verona dove un ordigno è esploso nella notte tra il 4 e il 5 ottobre”. Un boa a Belluno e un ordigno a Verona. Storie ordinarie, da cronaca locale, per un unico tessuto narrativo: la “roba”.

 

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