A Borgosesia alunni in classe, il sindaco leghista sfida lockdown e ministero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 8:49 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 8:50
A Borgosesia alunni in classe, il sindaco leghista sfida lockdown e ministero

Scuola, Borgosesia apre nonostante il no del ministero (Ansa)

ROMA – Nonostante l’altolà del ministero dell’Istruzione, Paolo Tiramani, il sindaco di Borgosesia (Vercelli) e deputato della Lega, va avanti dritto per la sua strada e riporta i bambini in classe.

Alle 8 i ventuno bambini della cittadina sono arrivati nelle sedi individuate dal sindaco.

I più piccoli, quelli della scuola dell’infanzia, nell’edificio dell’asilo nido comunale che si trova in periferia nella zona della Stazione ferroviaria.

Quelli delle scuole elementari nel centro sportivo polifunzionale nei locali sopra la Pro Loco a pochi metri dalla piazza principale.

“Sono edifici di proprietà comunale – precisa il deputato leghista – e quindi non violiamo le disposizioni contenute nella lettera del ministro Azzolina”, arrivata ieri sera tramite l’ufficio scolastico provinciale di Vercelli e che ha rischiato di compromettere l’avvio del progetto sperimentale voluto da Tiramani.

Clima più rilassato negli altri due comuni che hanno aderito al progetto.

A Quarona, dove sono cinque le famiglie coinvolte, i bambini andranno nei locali dell’oratorio messi a disposizione dalla parrocchia “che – spiega il sindaco Francesco Pietrasanta – con la diocesi ha avallato il nostro progetto”.

Nessuna adesione, invece, a Varallo Sesia.

Il sindaco di Borgosesia, come ha annunciato ieri sera in un messaggio via social ai cittadini non si ferma. Ieri gli operatori della cooperativa cui è stato affidato il servizio si sono sottoposti al test sierologico con esito negativo e, questa mattina, sono stati sottopposti anche al tampone a cura dell’Asl.

E poi hanno aperto le porte ai bambini. “Se il governo vuole impugnare la nostra delibera deve dare una risposta a chi non sa come poter gestire i propri figli”.

«Questa – si legge in una nota congiunta di Cgil Cisl e Uil – riteniamo sia una mossa che pone a rischio la salute e la sicurezza delle famiglie e dei bambini stessi, oltre che delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

Inoltre, una simile misura, presa in periodo di lezioni scolastiche, prefigura una pericolosa sostituzione delle finalità proprie della scuola dell’obbligo da parte dell’ente locale.

La soluzione è in aperta violazione del dpcm del 26 aprile 2020 e della nota del ministero dell’Istruzione sul lavoro agile”. (fonte Agi)