Bus, senza mascherina, picchiano autista, fermati. Pena? Subito liberi

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 18 Maggio 2020 10:15 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2020 10:15
Roma Bus, senza mascherina, picchiano autista, fermati. Pena? Subito liberi

Bus, senza mascherina, picchiano autista, fermati. Pena? Subito liberi (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Bus, bus senza mascherina, stare in pubblico bus senza mascherina: lo rivendicano e affermano a suon di botte.

Bus linea 88, Roma, Viale Libia. Tra quelli sul bus tre giovani. Uno non ha la mascherina, gli altri due più o meno, più meno che più.

Il conducente del mezzo, l’autista Atac ricorda al senza mascherina che la protezione anti contagio sui mezzi pubblici è obbligatoria.

Insomma gli dice che se la deve mettere la mascherina. Come risposta a questo invito-richiamo l’autista si prenderà un bel po’ di sberle.

Già, i tre giovani si sentono offesi dal richiamo. A loro nessuno può dire ciò che si deve fare o non fare. Loro son gente che mena.

E infatti menano, picchiano, come possono. Impediti a far di meglio nel pestare dalla logistica del bus, quella postazione di guida che un po’ protetta è da qualche sbarra orizzontale e verticale…

Comunque menano quel che possono fino a che non arriva la Polizia. Già arriva la Polizia che giustamente, sacrosantamente, celermente ferma, anzi tecnicamente arresta i tre picchiatori, picchiatori in nome del diritto a fare come cavolo pare loro, in nome della mascherina la mette se e quando pare a me.

Li fermano, tecnicamente li arrestano. E udienza per direttissima. Hanno violato un sacco di leggi e lo hanno fatto nella maniera più…sfacciata.

Udienza direttissima dunque per i tre. Pena comminata? Libertà, liberi subito.

Domiciliari? No, il magistrato ha optato per libertà subito, con obbligo di firma.

Dunque, riepiloghiamo: concretamente attenti alla salute altrui ignorando disposizione di mascherina su mezzo pubblico, te ne freghi della legge e della salute degli altri, ti rifiuti di metterti in regola e di far danno, rispondi con la violenza e con le botte a chi ti invita a non mettere a rischio la salute altrui. E lo fai in banda, neanche da solo. 

Una notte in Commissariato, una sola notte in cella, cella neanche di carcere? No.

Un po’ di giorni confinato a casa, ai domiciliari, in modo da non far danni in giro, rifletterci un po’? No.

Liberi, liberi subito e obbligo di firma. In modo da sentirsi onnipotenti e impuniti. Sì, questo sì.