Caserta, camorra e appalti in ospedale. Accusa: “Grazie a Cosentino e Mastella”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Gennaio 2015 16:02 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2015 16:29
Caserta, camorra e appalti in ospedale. Accusa: "Grazie a Cosentino e Mastella"

Caserta, camorra e appalti in ospedale. Accusa: “Grazie a Cosentino e Mastella”

CASERTA – Il clan camorrista Zagaria avrebbe controllato gli appalti in un ospedale di Caserta. E, secondo quanto aggiunge il Corriere della Sera, l’avrebbe fatto grazie agli appoggi politici di Clemente Mastella prima e di Nicola Cosentino poi. Questo sostiene l’inchiesta della Dda di Napoli che martedì ha portato all’arresto di 24 persone.

Nell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta vi era “la piena operatività” del clan di camorra “Zagaria”, fazione del clan dei Casalesi che opera a Casapesenna (Caserta), e “una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare, sotto la regia dei boss della camorra casertana, tra appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria”. E’ quello che si legge nell’ordinanza.I 24 arresti da parte della Dia (10 in carcere e 14 ai domiciliari) sono avvenuti nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona.

Nell’operazione sono state inoltre poste sotto sequestro preventivo quattro ditte (Odeia srl, R.D. Costruzioni, Luigi Iannone e Salvatore Cioffi), 18 immobili, undici terreni, un box auto, tre autovetture e quote societarie per un valore di 12 milioni di euro. Secondo le indagini attraverso connivenze e collusioni, il sistema degli Zagaria riusciva a controllare e gestire, in regime di assoluto monopolio, gli appalti e gli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’Ospedale casertano.

Negli ultimi anni – stando sempre ai risultati delle indagini – il clan si era infatti gradualmente infiltrato nel tessuto politico-amministrativo della struttura sanitaria casertana, trasformandosi in “un complesso apparato in grado di gestire gli affidamenti dei lavori pubblici in assoluta autonomia, potendo contare sul potere derivante dalla preminente matrice mafiosa”. Le attività del clan nella struttura sanitaria è stata ricostruita dagli investigatori con testimonianze, documenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, registrazioni audio e video.

Al centro dell’inchiesta vi sono tre gare di appalto e vari affidamenti diretti di lavori nell’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro. Gli affidamenti diretti – secondo gli investigatori – sarebbero stati assegnati senza attuare criteri di rotazione, trasparenza, pubblicità e parità di trattamento sempre alle stesse ditte a partire dal 2006. Le gare di appalto riguardano l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione degli ascensori (per un importo di circa 1,2 milioni di euro, nella quale – sempre secondo gli investigatori – sarebbe stata favorita la ditta Komè srl) e altri lavori, in particolare edili, nell’ospedale per importi di 450.000 euro (alla ditta di Iannone) e 150.000 euro alla ditta Odeia. Fra gli affidamenti diretti, infine, vi è anche quello della gestione del bar e delle macchine distributrici di bevande ed alimenti, con un danno erariale (per il consumo di forniture pubbliche e l’occupazione del suolo pubblico) stimato in 50.000 euro.

Clemente Mastella ha preso immediatamente le distanze dall’inchiesta: “Voglio dire con nettezza e con orgoglio che non ho mai coperto nessuno. Tantomeno mi sono mai occupato di vicende, di appalti che riguardano l’ospedale di Caserta”.

“A suo tempo, il direttore generale di quell’ospedale, il dottor Luigi Annunziata, in diretta televisiva, dagli studi di AnnoZero, intervistato da Michele Santoro sulla nomina di primari, ebbe a dire che mai alcuna richiesta gli era giunta da parte mia. ‘Mastella non mi ha mai chiesto nulla’, affermò il manager”, ricorda Mastella. “Non solo. Da una intercettazione risulta anche che, a precisa domanda rivoltami da Annunziata, in riferimento ad esponenti politici locali, il sottoscritto (come risulta dagli atti processuali), gli rispose: ‘Se ti chiede cose illegali caccialo via’. Come risulta sempre da atti processuali in corso, non mi pare che i rapporti tra il manager dell’ospedale e la famiglia Mastella fossero idilliaci e comunque tali da poter determinare qualsivoglia forma di condizionamento rispetto alla gestione dell’ospedale. Nessuno può mai rispondere di responsabilità altrui, ancor più in sede locale e penale. Ero, sono e resto una persona pulita che non ha mai favorito aspetti e pratiche illegali”, conclude l’ex ministro della Giustizia.