Concordia, indagati i vertici Costa. Forse c’è una verità nascosta

Pubblicato il 22 Febbraio 2012 16:58 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2012 20:39

La Costa Concordia al largo dell'Isola del Giglio (Foto LaPresse)

GROSSETO – Sette persone tra ufficiali della nave e dipendenti del gruppo Costa, fra cui il vicepresidente esecutivo della compagnia Manfred Ursprunger, sarebbero “indagati per il naufragio della Concordia”: lo scrive Repubblica Firenze. Secondo il quotidiano inoltre, la procura di Grosseto “sta inviando gli avvisi di garanzia a persone accusate di omicidio colposo, naufragio e omissione di comunicazione alle autorità marittime”, cioè con l’ipotesi che non sian state comunicate informazioni alle autorità competenti.

I quattro membri dell’equipaggio che la procura di Grosseto ha iscritto nel registro degli indagati per il naufragio del 13 gennaio, secondo quanto scrive l’Ansa, sono il comandante in seconda della nave Costa Concordia, Roberto Bosio, e gli ufficiali Silvia Coronica, Salvatore Ursino e Andrea Bongiovanni.

Il comandante in seconda della nave, Roberto Bosio, era assente dalla plancia durante l’impatto con gli scogli del Giglio, tuttavia, si apprende dalla procura di Grosseto, rientrò in plancia di comando pochi minuti dopo lo scontro. Ebbe pertanto modo di partecipare a tutte le fasi successive al verificarsi dell’avaria, insieme al comandante Schettino e agli altri ufficiali, nella fase di emergenza. Anche i quattro ufficiali sono accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, naufragio e omessa comunicazione dell’incidente alla Capitaneria di porto.

Gli altri due indagati tra il personale di terra sono, secondo quanto scrive l’Ansa, Roberto Ferrarini, capo dell’unità di crisi, e Paolo Parodi, fleet superintendent della nave.

Tra i nuovi indagati c’è anche l’ufficiale di plancia Andrea Bongiovanni che nelle comunicazioni con la Capitaneria di porto avrebbe detto che a bordo della nave si era verificato un black out. La procura lo ha indagato ritenendo che questa comunicazione inesatta sull’ entità dell’ avaria abbia contribuito a ritardare i soccorsi. Bongiovanni avrebbe eseguito un ordine del comandante Francesco Schettino.

Manager austriaco di lunga esperienza nell’industria del turismo e delle crociere, Manfred Ursprunger è vicepresidente esecutivo di Costa Crociere dal novembre 2010. All’interno della compagnia è il responsabile di tutte le operazioni tecniche e marittime dell’intera flotta. Lo scorso 7 febbraio Ursprunger è stato ascoltato dai magistrati di Grosseto che indagano sul disastro. La notte del naufragio, il manager sarebbe stato in contatto telefonico con Manrico Giampedroni, il commissario di bordo eroe della Concordia.

Secondo quanto scrive l’Ansa, a portare all’iscrizione nel registro degli indagati degli ufficiali di plancia sarebbero stati “errori nella manovra di avvicinamento al Giglio” e “carenze nella gestione dell’emergenza da parte dei responsabili dell’unità di crisi di Costa spa. I responsabili dell’unità di crisi di Costa Crociere spa sono stati indagati dalla procura di Grosseto relativamente alla gestione dell’intera emergenza, dall’urto della nave Costa Concordia contro gli scogli, all’evacuazione dei passeggeri e del personale di bordo, ai soccorsi a terra. Gli accertamenti che riguardano Manfred Ursprunger, Roberto Ferrarini e Paolo Parodi, prenderanno in considerazione i colloqui fra loro e il personale a bordo, tra cui le comunicazioni fra il comandante Francesco Schettino e lo stesso Ferrarini già oggetto di indagini approfondite.

Al momento tra i dipendenti della Costa sono stati indagati il comandante Francesco Schettino, agli arresti domiciliari, e uno dei suoi vice, Ciro Ambrosio, indagato a piede libero.

La replica di Costa Crociere. Costa Crociere esprime ”fiducia e solidarietà” ai sette nuovi indagati nell’inchiesta per il naufragio della Costa Concordia. E in una nota si dice certa della ”competenza professionale e correttezza etica” di chi ha operato ”nelle ore successive a questo gravissimo incidente con la più elevata professionalità e abnegazione”. La compagnia, che rinnova la “fiducia nella magistratura”, si dice inoltre certa che ”verrà confermata la professionalità dell’azienda e la capacità delle sue persone”.

”L’accertamento della verità è indispensabile  affinché sia fatta giustizia innanzitutto per le vittime – osserva ancora Costa Crociere – ma anche nei confronti del nostro equipaggio e dell’azienda stessa”. “L’iscrizione di personale di bordo e di terra nel registro degli indagati riteniamo sia dovuta alla necessità di fornire le garanzie di legge previste per ogni cittadino, soprattutto in considerazione della celebrazione dell’incidente probatorio che avra’ luogo nei prossimi giorni”.

Le ricerche dei corpi dei dispersi. La notizia dei nuovi indagati arriva nel giorno in cui i vigili del fuoco hanno individuato otto corpi nella parte sommersa della nave Concordia davanti all’Isola del Giglio. Tra i cadaveri scoperti sul ponte 4 dell’imbarcazione c’è anche quello della piccola Dayana Arlotti, 5 anni, di Rimini, che era in crociera con il padre.