Coronavirus: 57% contagi over 60, 5% under 30. E tra i morti la differenza d’età cresce ancora

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 11 Marzo 2020 8:55 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 8:55
Coronavirus giovani e anziani: 57% contagi over 60, 5% under 30. E nei morti la differenza cresce ancora

Coronavirus: 57% contagi over 60, 5% under 30. E nei morti la differenza d’età cresce ancora (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Solo il 5% dei casi di contagio riguarda gli under 30. Il Coronavirus sta colpendo soprattutto chi ha dai 60 anni in più, dati alla mano. Solo 43 bambini tra 0 e 9 anni (e per fortuna) ha contratto la malattia: in totale lo 0,5%.

Nella fascia di età tra 10-19 sono 85 (1%), in quella tra 20-29 sono 296 (3,5%), in quella 30-39 sono 470 (5,6%), in quella 40-49 sono 891 (10,7%), in quella 50-59 sono 1.453 (17,4%), in quella 60-69 sono 1.471 (17,7%), in quella 70-79 sono 1.785 (21,4%) e oltre 80 anni sono 1.532 (18,4%). Dunque, il 57% dei contagiati ha 60 o più anni.

Questi numeri riguardano i contagi, perché se andiamo a vedere i decessi la percentuale è ancora più sbilanciata verso gli anziani. Tra 40 e 49 anni c’è stato un solo decesso (0,3%), 3 morti avevano tra i 50 e i 59 e 37 tra i 60 e i 69. Da 70 a 79 anni i decessi sono stati 114 (31,9%) e sopra 80 sono stati 202, cioè 56,6%.

Numeri che sono confermati dal presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, che durante la quotidiano conferenza stampa con Angelo Borrelli della Protezione Civile, ha detto che dai dati aggiornati a ieri “ci sono circa il 5-7%” di persone che hanno contratto il coronavirus con “meno di 30 anni”. Brusaferro ha sottolineato che il dato “conferma che queste fasce di età sono meno suscettibili, ma significa anche che il loro comportamento è fondamentale per evitare contagio”.

Numeri che comunque non impediscono di rimbrottare i più giovani, che in molti casi continuano a uscire e a comportarsi come se l’epidemia non li riguardasse da vicino. Come se non possano essere veicolo di contagio per i più anziani. Ha detto infatti Brusaferro: “Dove il virus circola meno, se i comportamenti non sono congrui e coerenti con le raccomandazioni, è chiaro che sarà molto difficile modificare le curve; i nostri comportamenti sono un elemento decisivo”. Brusaferro ha anche spiegato che “le fasce di età più giovani hanno forme meno gravi e letali dei più anziani, ma possono comunque infettare gli altri. E’ per questo che devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti”. (Fonti: Repubblica e Ansa).