Coronavirus, accompagnano la figlia ad un controllo post-trapianto: multa da 533 euro

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Aprile 2020 14:07 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2020 14:07
polziia stradale foto ansa

Coronavirus, accompagnano la figlia ad un controllo post-trapianto: multa da 533 euro (foto Ansa)

ROMA – Stavano accompagnando la figlia di otto anni affetta da leucemia in ospedale per un controllo e vengono fermati e multati per una presunta violazione delle norme di quarantena per l‘emergenza coronavirus. 

E’ accaduto ad Alessandro e Francesca, due genitori di Grosseto: dopo la denuncia della coppia, la vicenda si è fortunatamente conclusa con un lieto fine. 

La vicenda la racconta Il Tirreno e la ricostruisce Leggo: “La piccola Milena, dopo il trapianto effettuato all’ospedale Santa Chiara, deve tornare a Pisa per dei controlli con cadenza bisettimanale. La bambina ha sempre desiderato la presenza della mamma, ma Francesca ha preso la patente da poco e non se la sentiva di percorrere da sola insieme alla figlia, i 160 chilometri che separano Grosseto dal policlinico pisano. Per questo motivo, papà Alessandro aveva deciso di guidare e accompagnarle, insieme al figlio maggiore di 11 anni, Lorenzo, convinto che quello spostamento fosse una necessità”.

Giunti all’altezza di Livorno, una pattuglia della Polizia stradale ha fermato la famiglia contestando loro di essere in quattro a bordo di un’utilitaria. Viste le norme anti diffusione coronavirus, alla famiglia è stata elevata una multa da 533,33 euro.

“Abbiamo fatto vedere ai poliziotti tutta la documentazione che avevamo con noi. Viviamo tutti nella stessa casa ed eravamo insieme sulla nostra auto: chi stavamo mettendo in pericolo? Mia figlia ha fatto anche il tampone ed è negativa, multare una famiglia in una condizione come la nostra è fascismo, è un modo stupido di far rispettare le leggi, è uno schifo” ha denunciato il padre su Facebook.

“Io sono in cassa integrazione e mia moglie è senza lavoro. Con noi c’era anche nostro figlio Lorenzo, che ha 11 anni. Non potevamo lasciarlo solo a casa, è un bambino. Siamo scesi dall’auto e siamo andati all’ospedale per un fatto grave, non per un capriccio. Avremmo di gran lunga preferito rimanere a casa”. 

Dopo la diffusione della notizia, sui social è montata la protesta con alcune persone che si sono dichiarate disposte anche a pagare la multa.

Come spiega Leggo, grazie al rumore mediatico, la vicenda ha avuto un lieto fine: “Il caso, a quel punto, è arrivato direttamente alle autorità e, ancora prima di presentare il ricorso, quel verbale è stato annullato, avendo riconosciuto la necessità di quello spostamento per la famiglia. Il vicequestore di Livorno, Walter Delfino, e la dirigente superiore della Polizia di Stato, Cinzia Ricciardi, hanno infatti chiesto scusa alla famiglia e annunciato che la sanzione era stata immediatamente annullata in deroga” (fonte: Leggo).