Edmondo Bruti Liberati va in pensione: “Lascio a fine Expo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 23:21 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 23:28
Edmondo Bruti Liberati va in pensione: "Lascio a fine Expo"

Edmondo Bruti Liberati

MILANO – Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati andrà in pensione dopo l’Estate. La data ufficiale è fissata per il prossimo 16 novembre, al temine dell’Esposizione Universale. Lo ha scritto lo stesso magistrato in una lettera indirizzata ai colleghi pm milanesi, spazzando via ogni dubbio su una possibile proroga al suo incarico, dopo il decreto varato dal governo per allungare di un anno gli incarichi dei magistrati che hanno già compiuto 70 anni.

“Cari colleghi – ha scritto Bruti Liberati – come ricorderete nel 2010 nella prima assemblea successiva al mio insediamento come procuratore avevo preannunciato che il mio proposito era di reggere l’ufficio non molto oltre il mio 70/o anno di età. Non intendo avvalermi del recente decreto legge di proroga e in data odierna ho trasmesso a Csm e Ministero la mia dichiarazione di pensionamento al 16 novembre 2015”.

Non il 10 ottobre, data del suo settantunesimo compleanno, ma il 16 novembre “che è comunque almeno la data del mio onomastico – ha spiegato – Intendo infatti rimanere in servizio fino alla conclusione di Expo 2015, l’evento che ha visto un impegno particolare dell’ufficio e mio personale”.

Bruti Liberati, esponente di Magistratura Democratica e con un passato da presidente dell’Anm, in questi cinque anni alla guida della Procura milanese ha seguito personalmente, passo passo, alcune indagini delicate come quelle – solo per citarne alcune – contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia, coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e quelle a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby (l’ex premier, assolto in Cassazione dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, è ora indagato per corruzione in atti giudiziari).

Come capo di una Procura così importante è stato anche sempre attento ai rapporti con la stampa. Recentemente è stato anche protagonista assieme all’ormai ex aggiunto del pool anticorruzione, Alfredo Robledo, di un duro scontro in Procura, durato quasi un anno e con al centro presunte irregolarità nell’assegnazione di fascicoli, come lo stesso caso Ruby e quello San Raffaele-Maugeri, finito anche sul tavolo del Csm.

Con Robledo che è stato poi trasferito a Torino su decisione del Csm era scoppiata una guerra che ha creato tensioni nei corridoi del quarto piano. Da una parte Bruti Liberati che ha assegnato a sé il coordinamento di tutte le indagini riguardanti l’Expo e dall’altra alcuni pm che hanno lamentato un blocco delle indagini nel dipartimento anticorruzione. Mentre era in attesa che il Consiglio Giudiziario milanese desse un parere sulla sua riconferma dopo il primo quadriennio già scaduto (prossima seduta a settembre, dopo molti rinvii), è arrivata la decisione ufficiale di lasciare la toga per la pensione.

Nella lettera ai colleghi Bruti Liberati si sofferma poi sui risultati ottenuti, a dispetto delle critiche:

“Entro i primi giorni di novembre conto di rendere pubblico il V Bilancio di Responsabilità Sociale, che sarà anche l’occasione per un consuntivo sulla attività della nostra Procura: saranno i dati e i fatti a parlare”.

Si apre così ufficialmente la corsa per trovare il successore. Tra i possibili candidati, stando alle voci che circolano, magistrati esperti e di peso come Boccassini, Francesco Greco e Alberto Nobili sarebbero tra i papabili. Sul piatto, però, c’è anche l’ipotesi di un “papa straniero”, ossia di un magistrato che venga da fuori Milano per allentare le frizioni che si sono create.