Fase 2 clausola dissolvenza, 4 maggio libertà con pulsante auto affondamento

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 Aprile 2020 9:51 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2020 9:57
Coronavirus Fase 2 clausola dissolvenza, 4 maggio libertà con pulsante auto affondamento

Fase 2 clausola dissolvenza, 4 maggio libertà con pulsante auto affondamento (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Fase 2 clausola dissolvenza: se in qualche luogo d’Italia riaperto dopo il lockdown il contagio torna a quota un infetto infetta uno, allora quel luogo lo si torna a chiudere.

E lì, in quella zona, paese, città, provincia che sia la Fase 2 si dissolve e si torna alla Fase 1 del tutti fermi e tutti a casa.

Fase 2 clausola dissolvenza: è a questa condizione e con questa clausola che si esce il 4 di maggio dal lockdown, è ancorandosi e fidandosi della clausola di dissolvenza che il governo ha deciso di rischiare la data del 4 maggio.

Conte ha ammesso e constatato quel che tutti vedono: “Dobbiamo dare per scontata una risalita della curva epidemiologica”. Fase 2: i contagi torneranno ad aumentare.

Inevitabilmente accadrà dal 4 maggio in poi: moltiplicazione dei contatti tra umani rispetto al lockdown uguale aumento (non moltiplicazione per carità) dei contagi.

Aumento rispetto al livello attuale e rispetto soprattutto al livello di contagio che sarà alla vigilia del 4 maggio.

E il livello attuale dei contagi non è quello sperato all’inizio del lockdown.

Con un po’ di ingenuità e molta, troppa, speranza si è supposto potessimo ottenere risultati cinesi con metodo italiano, si sperava indice di contagiosità scendesse in due mesi fino a 0, 2 /0,3.

Invece è ad oggi 0,5/ 0,7. E in Lombardia e Piemonte permane molto più alto.

Livello attuale dei contagi, quelli diagnosticati: 2.646. Cifra da moltiplicare per un multiplo appunto che rappresenta gli asintomatici.

Ancora quindi decine di migliaia di persone con l’infezione in corso. Si sperava meglio, meglio si sperava come percorso verso il 4 di maggio.

Ma il 4 maggio si esce. Si esce perché semplicemente, totalmente, evidentemente, coralmente non se ne può più.

Non ne può più la collettività, non ne possono più i singoli. Si esce perché non se ne può più e anche perché ogni giorno nei fatti il lockdown si sfarina nelle strade e piazze e negozi e luoghi di lavoro.

Mascherine sì, guanti forse, distanza abbastanza, ma la gente gira e gira ogni giorno di più.

Quindi 4 maggio fuori, fuori dal lockdown, fuori da casa. Ma come conciliare questo con il contagio che al 4 di maggio ancora ci sarà e neanche piccolissimo?

Con la clausola di dissolvenza appunto: dal 4 di maggio sarà una libertà riconquistata con incorporato il pulsante dello auto affondamento. Se contagio risale, libertà si auto affonda.

Dipenderà, valuteranno Regioni e Comuni, governatori e sindaci. E questa non è una buona notizia: incorporati alla libertà datata 4 di maggio anche confusione, ripicche, isterismi, vanità, propaganda.

Dipenderà anche da ciascuno di noi. Da ciascuno di noi per gli altri, accettando e praticando davvero le regole per la convivenza tra umani senza farsi danno mentre umanità è costretta a convivenza con coronavirus.

Da ciascuno di noi per se stesso e i propri cari: ciascuno dovrà elaborare personali (oltre che collettive) istruzioni per l’uso della libertà tornata (in parte) il 4 di maggio.

Cioè? Cioè, ad esempio, se in un bar a prendere il caffè sono in quattro contemporaneamente non devo aspettare gestore mi inviti o no ad entrare o vigile urbano verifichi e sanzioni, nel bar affollato non ci vado da solo.

Piccolo esempio quello del bar. Vale per il bus, la metro, l’ufficio, la palestra, la spiaggia, la festa, l’aperitivo tra amici…Non chiedete sempre istruzioni per l’uso.

Datele in concreto alla vostra vita reale, in fondo è semplice e noto: l’istruzione regina è stare a distanza dall’altro umano. E’ istruzione terribile per l’uso della libertà, ma l’unica che non la auto affonda. (Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)