Giovanna Proietti, mamma coraggio: “Mi vergogno”. Aveva denunciato il figlio per l’omicidio di Luca

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 1 Novembre 2019 8:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2019 13:22
Giovanna Proietti, mamma coraggio di Valerio Del Grosso: "Mi vergogno". Aveva denunciato il figlio per la morte di Luca Sacchi

Valerio Del Grosso, uno dei due ragazzi accusati di aver ucciso Luca Sacchi (foto Ansa)

ROMA – Giovanna Proietti è una madre distrutta dal dolore per quello che ha fatto il figlio. Ma Giovanna Proietti è anche una mamma coraggio e non ha esitato a presentarsi dagli investigatori per dire che suo figlio, Valerio Del Grosso, poteva in qualche modo essere implicato nella morte di Luca Sacchi. Valerio è attualmente in carcere perché accusato di aver ucciso (insieme a Paolo Pirino) il 24enne Luca, morto per un colpo di pistola alla nuca fuori da un pub nel quartiere Appio Latino di Roma. Proprio Valerio, dal carcere, aveva fatto sapere di voler vedere la mamma per chiederle scusa.

La vicenda si arricchisce ogni giorno di particolari che non hanno ancora eliminato tutti i dubbi emersi in questi giorni: è stato un furto? E’ stata un’esecuzione? Luca aveva reagito a qualcosa che i due killer avevano fatto (o avrebbero voluto fare) alla fidanzata Anastasia Kylemnyk? Che c’entra la droga? Perché Luca Sacchi è stato picchiato con una mazza prima di essere ucciso (questo dice l’autopsia)? 

Ecco cosa ha detto Mamma Giovanna ai microfoni del Giornale Radio 1: “Sono distrutta dal dolore sapendo che una mamma e un papà, un’intera famiglia, sta piangendo la morte di un figlio. Ancora non posso credere che Valerio abbia potuto fare un gesto simile. E come me tutti quelli che lo hanno visto crescere nel quartiere. È giusto che adesso paghi e si assuma le sue responsabilità e so che lo farà”.

E’ stata proprio lei a presentarsi in commissariato per informare su quanto aveva fatto il figlio. “Non ho pensato mai nemmeno un minuto – ha spiegato – che si potesse fare una cosa diversa da quella che ho fatto. La nostra è una famiglia perbene, di lavoratori e per questo non potevamo aggiungere al dolore di questa tragedia la vergogna di sentirci in qualche modo complici. Quel giorno ho anche pensato che forse era l’unica maniera per dare a Valerio una speranza di riscatto”.

Giovanna Proietti ha sostenuto che Valerio non è quello che si legge sui giornali. “Anche lui aveva deciso di consegnarsi alla giustizia, lo so per certo”, secondo la donna che ha aggiunto: “So che non voleva uccidere, ma di questo non voglio dire, ci penseranno gli avvocati. Oggi c’è solo la vergogna e il dolore per una tragedia che non avrei mai potuto immaginare e per la quale a nome della mia famiglia posso solo chiedere scusa”. (Fonte Ansa).