Il Guardian: “Mussolini in Italia è ancora un’icona pop”

Pubblicato il 1 Gennaio 2013 20:52 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2013 21:03

LONDRA – Che ci fossero i nostalgici, quelli del ”perché allora i treni erano in orario”, o movimenti più o meno dichiaratamente neofascisti, non è una novità. Ma la figura di Benito Mussolini che diventa quasi ‘icona pop’ su magliette e calendari stupisce il Guardian. Che al ‘fenomeno’ dedica una corrispondenza da Roma in cui osserva come in Italia il Duce sia ‘vivo e vegeto’ anche tra i giovani che del ventennio hanno solo qualche nozione scolastica, diventando ‘mainstream’, ovvero cultura di massa, scrive.

Così, il giornale britannico porta ad esempio un 78enne che nel suo negozio a Roma mostra anche per questo nuovo anno un calendario con le immagini del Duce e spiega: ”Sono nato in quell’epoca. Metteva il pane sulla tavola. Non posso tradire la mia cultura”. Oppure cita il titolare di un’azienda tipografica romana, la Gemma 3000, che produce anche calendari di Padre Pio o Che Guevara, fino ai classici teneri gattini, insieme a quello del dittatore fascista. ”Ne vendiamo di più di quanti ne vendevamo 10 anni fa – dice Renato Circi – non credevo fosse ancora un fenomeno, ma anche i giovani adesso li comprano”.

Il quotidiano britannico passa in rassegna alcuni episodi che spiccano negli ultimi mesi, sottolineandone la ‘peculiarità’: parla dell”’indifferenza” con cui l’opinione pubblica italiana ha vissuto la decisione del comune di Affile di costruire un sacrario in memoria del generale Rodolfo Graziani, con fondi pubblici, sottolinea. O la proposta di dedicare al nome di Mussolini l’aeroporto di Forli’, fino al tentativo da parte di un preside di Ascoli Piceno di appendere a scuola un ritratto del Duce. Il Guardian non manca di ricordare, inoltre, le proteste di movimenti giovanili al grido di ‘viva il Duce’ e il drammatico episodio a Roma che ha visto tifosi della squadra di calcio inglese del Tottenham vittime della violenza di un gruppo di ultra’, apparentemente a sfondo antisemita.

E nel rintracciare l’origine di questa tendenza a ‘rispolverare’ la figura di Mussolini, il giornale fa riferimento a Silvio Berlusconi e al sui contributo per una ”sottile riabilitazione” che riconduce all’inclusione di An, guidata da Gianfranco Fini, nella coalizione di governo. Facendo anche riferimento a persone vicine all’ex presidente del Consiglio, come Marcello dell’Utri, che, ricorda, defini’ Mussolini ” un uomo straordinario e di grande cultura”.