Lega: “Togliere l’arabo dalle scritte negli ospedali, non fa integrare migranti”. Cioè?

di Alessandro Avico
Pubblicato il 22 novembre 2018 14:42 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2018 14:43
Lega: "Togliere l'arabo dalle scritte negli ospedali, non fa integrare migranti". Cioè?

Lega: “Togliere l’arabo dalle scritte negli ospedali, non fa integrare migranti”. Cioè?

ROMA – Togliere le scritte in arabo negli ospedali. Lo vuole la Lega. Una proposta inspiegabile visto che le scritte nelle altre lingue negli ospedali, così come nelle stazioni e negli aeroporti, sono diffuse in tutto il mondo e in tutti i paesi civili. Ma c’è un motivo di questa crociata, un motivo che forse è addirittura più inspiegabile della crociata stessa: “Le scritte in arabo negli ospedali non fanno integrare i migranti”. Cioè? L’integrazione si fa negli ospedali?

A chiedere alla Regione Emilia-Romagna di eliminare la traduzione in arabo dalle insegne degli ospedali è il consigliere leghista Daniele Marchetti, che vorrebbe solo “la lingua inglese” come “integrativa all’italiano”, motivando questa unica opzione col fatto che l’inglese sia la lingua più studiata in Europa e parlando di “semplificazione” come strada da intraprendere “per migliorare l’efficienza comunicativa e l’integrazione tra cittadini italiani e cittadini stranieri che fruiscono del nostro servizio sanitario”. “Non è certo la lingua araba, che spesso troviamo nelle segnaletiche all’interno degli spazi del Servizio sanitario regionale, ad agevolare i fruitori degli spazi e nemmeno li aiuta ad integrarsi”, attacca Marchetti.

“La volontà di indurre immigrati da Paesi arabi ad usare l’inglese – insiste il consigliere emiliano – rappresenta anche uno strumento in grado di facilitare la loro integrazione nella nostra società, giacché non si può pensare che dobbiamo essere noi, a casa nostra, a dover imparare la lingua araba per agevolare il loro inserimento sociale nel nostro Paese”.

Secondo il leghista quindi l’integrazione si facilita togliendo le scritte in arabo negli ospedali. Una sorta di costrizione. Se stai male e vuoi farti curare devi parlare la nostra lingua, o almeno l’inglese. L’integrazione negli ospedali piuttosto che nelle scuole o in strada. Abbiamo sentito sempre dire che “noi siamo un paese civile, mica come gli africani o gli arabi”. Secondo voi in Arabia Saudita negli ospedali ci sono le scritte in italiano? No, quindi tanto vale toglierle anche qui. Occhio per occhio dente per dente. Per l’integrazione questo e altro. Il prossimo passo saranno le stazioni, gli aeroporti… Un’ultima considerazione: quanti ospedali italiani hanno le scritte in arabo? Pochi, pochissimi.