Mascherine chirurgiche a scuola, bandite quelle di stoffa. E se non la metti? Sospensioni, interrogazioni…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2020 9:23 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2020 9:58
Mascherine solo chirurgiche a scuola

Mascherine chirurgiche obbligatorie a scuola. Non di stoffa (Ansa)

Usate solo le chirurgiche, le mascherine di stoffa a scuola non saranno accettate, è l’ultima decisione del Comitato tecnico-scientifico.

Insomma mascherine chirurgiche, e solo quelle, obbligatorie a scuola. In classe, gli alunni, a patto che si rispetti il metro statico, possono non indossarle durante la lezione.

Le mascherine sono obbligatorie dai sei anni in su per tutti all’arrivo, all’uscita e per gli spostamenti dentro la scuola.

Mascherine chirurgiche gratis all’ingresso ogni mattina

Le mascherine chirurgiche verranno distribuite gratuitamente all’ingresso, ogni giorno, anche per garantire che vengano cambiate quotidianamente.

Il problema sarà evitare gli assembramenti nella distribuzione capillare. 

Altro problema, stavolta di ordine disciplinare: cosa succede agli studenti che la mascherina non la mettono?

Sanzioni per chi non le indossa

Anche qui, nulla è deciso, i presidi ne stanno discutendo. Non tutti accettano una linea di rigore che preveda pesanti provvedimenti disciplinari.

In sostanza, soprattutto per le scuole superiori, l’orientamento prevalente è quello delle sanzioni. Fino alla sospensione. Il principio: se ti multano sull’autobus o in un luogo pubblico dove è obbligatorio indossare la mascherina, perché non a scuola?

I contrari: siamo educatori, non sceriffi, la linea dura è sempre controproducente.

Si procede comunque in ordine sparso. In questi giorni la maggior parte degli istituti sta riscrivendo il Patto educativo di corresponsabilità e i regolamenti disciplinari.

“Lo studente negazionista sarà allontanato dalla scuola”

Aspettiamoci una grande discrezionalità: a Perugia, all’Istituto Volta, due interrogazioni al giorno per tre giorni per gli indisciplinati no-mask.

Carlo Braga, preside dell’istituto Salvemini, in provincia di Bologna, spiega a Repubblica perché si può arrivare fino alla sospensione dell’alunno.

“Anche noi abbiamo aggiunto sanzioni, sino alla sospensione, per chi infrange le misure anti-Covid. Le stesse previste per qualsiasi azione pericolosa che possono commettere gli studenti, per un cazzotto piuttosto che una spinta.

Poi è chiaro, ci sarà una gradualità, ma il ragazzo che non la indossa in modo provocatorio, il negazionista sarà allontanato dalla scuola”. (fonte Repubblica)