Milano: prova a rapire bimba di 9 anni in centro, poi aggredisce agenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 17:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 17:08
Milano: prova a rapire bimba di 9 anni in centro, poi aggredisce agenti

Milano: prova a rapire bimba di 9 anni in centro, poi aggredisce agenti

MILANO – La ha afferrata per un braccio e le ha detto: “Sei mia figlia, adesso andiamo a casa”. Lo ha fatto in pieno centro di Milano, in Corso Vittorio Emanuele. La piccola, vedendosi afferrata da uno sconosciuto ha urlato, e probabilmente si è salvata per questo. Le urla della piccola, appena 9 anni, hanno infatti insospettito i passanti e l’uomo è stato bloccato quando già si era allontanato di una decina di metri.

Così sul Corriere della Sera Gianni Santucci ricostruisce quanto avvenuto:

Erano da poco passate le 11 di ieri mattina, in pieno centro, corso Vittorio Emanuele, davanti alle vetrine del negozio «H&M». La scena è stata questa: la bambina, 9 anni, vive fuori città e da qualche giorno era a Milano, ospite della zia; ieri mattina sono uscite per fare una passeggiata; con loro c’erano il fidanzato della donna e un suo amico, entrambi agenti di polizia penitenziaria. Avevano fatto qualche acquisto, erano davanti al negozio e nessuno degli adulti si è reso conto di quell’uomo che si è avvicinato e all’improvviso ha afferrato da dietro la piccola, per poi allontanarsi di corsa. È riuscito a percorrere qualche metro, ma è stato subito raggiunto dai due ragazzi.

Ma non è finita. Racconta sempre Santucci che l’uomo ha cercato anche di aggredire i due agenti che lo avevano neutralizzato:

gli agenti hanno chiesto i documenti all’uomo, lui ha risposto che li aveva in un trolley, ma mentre stava per aprirlo si è scagliato con violenza contro i due agenti (entrambi hanno avuto una prognosi di 7 giorni in ospedale). R. S. alla fine è stato ammanettato. La bambina era terrorizzata ed è stata portata per controlli all’ospedale Fatebenefratelli. A quel punto è iniziata l’indagine per capire quale fosse la motivazione del tentativo di sequestro. Con il coordinamento del comandante Tullio Mastrangelo, sono intervenuti gli specialisti dell’Unità tutela donne e minori, guidati da Francesco Podini, che con l’aiuto di una psicologa hanno raccolto la testimonianza della piccola e poi, con l’Ufficio centrale arresti e fermi di via Pietro Custodi, hanno scandagliato il passato dell’uomo. Attraverso le testimonianze, gli agenti sono arrivati a un primo punto fermo: R. S. non conosceva la bambina, né la sua famiglia, né gli amici della zia che la accompagnavano; aveva dunque individuato a caso la sua vittima, tra la folla di corso Vittorio Emanuele. Ma perché? 

Una domanda che, per ora rimane senza risposta.