Nathan Labolani ucciso dal cacciatore: aveva fucile e munizioni, ma senza porto d’armi

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2018 16:40 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 16:57
Nathan Labolani ucciso dal cacciatore: aveva fucile e munizioni, ma senza porto d'armi

Nathan Labolani ucciso dal cacciatore: aveva fucile e munizioni, ma senza porto d’armi

IMPERIA – Aveva un fucile da caccia calibro 12 e una cinquantina di munizioni, ma senza il porto d’armi, Nathan Labolani, il giovane di Apricale (Imperia) ucciso per errore domenica mattina da una fucilata di un cacciatore che lo avrebbe scambiato per un cinghiale.

Lo scrive l’Ansa citando fonti in procura ad Imperia. Gli investigatori stanno ora approfondendo le indagini per verificare se il fucile trovato accanto al ragazzo ucciso fosse il suo. Non è escluso che Nathan stesse a sua volta cacciando o se facesse parte di una delle squadre impegnate nella battuta al cinghiale pur non avendo il porto d’armi.

Si cerca anche di ricostruire la esatta dinamica dell’incidente e in particolare di verificare i movimenti del giovane morto per capire se fosse o meno nascosto dietro a un cespuglio mentre era in corso la battuta di caccia, alla quale partecipavano una squadra di Camporosso e una di Perinaldo, due Comuni delle vicine vallate. Il cacciatore che ha ucciso Nathan, un ventinovenne di Ventimiglia, resta indagato per omicidio colposo.

La tragedia si è consumata ad Apricale, nell’entroterra di Ventimiglia, provincia di Imperia: il 18enne, si trovava nei boschi quando è stato raggiunto dalla fucilata di un cacciatore, impegnato in una battuta di caccia al cinghiale a squadre. Un solo colpo sparato da una carabina Winchester 300 Magnum è stato fatale. Gli ha trapassato l’addome da parte a parte non lasciandogli scampo: inutili i soccorsi, poco dopo il ferimento è deceduto.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha lanciato un appello alle Regioni: “Cancellare l domenica dal calendario di caccia. Sono infatti le Regioni a decidere i calendari della stagione venatoria, in autonomia. A loro si rivolge Costa. “La cosa più pericolosa”, spiega al Corriere della Sera, “sono proprio le battute di caccia, e particolarmente le battute di caccia al cinghiale”, perché “i cacciatori tendono a sparare quando vedono qualcosa muoversi”.

Secondo il ministro dell’Ambiente, “questo appello alle Regioni è l’intervento più immediato che posso fare, ma adesso formalizzerò anche un appello al Parlamento perché si diano da fare per modificare la legge sulla caccia”.