Il neonato caduto in mare dal barcone era ancora vivo: è scivolato in acqua dopo la morte della madre

A fare chiarezza, ricostruendo cosa sarebbe accaduto sul barchino di 6 metri soccorso nella tarda serata di ieri, è stata la Procura di Agrigento.

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 3 Febbraio 2023 - 16:16 OLTRE 6 MESI FA
lampedusa salvataggio ansa

Guardia Costiera arriva a Lampedusa dopo il salvataggio (Ansa)

Ha perso i sensi, è stata creduta svenuta ma in realtà era morta. E il neonato, che stringeva forte in braccio, gli è scivolato finendo in mare. A fare chiarezza, ricostruendo cosa sarebbe accaduto sul barchino di 6 metri soccorso nella tarda serata di ieri dalla motovedetta Cp 324 della Guardia costiera, è la Procura di Agrigento.

La donna non ha gettato in mare il cadavere del figlio

Per tutta la mattinata, i 41 dei 42 superstiti (uno è minorenne) sono stati ascoltati con i mediatori culturali. Le incomprensioni, dovute alla lingua, sono state chiarite: la donna non ha gettato in mare il cadavere del figlio, ma è morta e il neonato che sarebbe stato vivo è finito in acqua annegando. Anche l’altro migrante che, in prima battuta, era stato detto si fosse buttato in mare per cercare di recuperare il corpicino del neonato, è svenuto ed essendo seduto sul bordo della barca è finito in acqua. I superstiti hanno raccontato che non mangiavano da giorni e che avevano anche finito l’acqua, tant’è che da diverse ore bevevano acqua del mare. 

Il barcone degli orrori

Il barcone degli orrori. Morti di fame e di freddo, 5 uomini e 3 donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza. Una donna ha anche gettato suo figlio neonato in mare aperto. Ritrovati ieri sera dalla motovedetta Cp324 della Guardia costiera. Erano su un barcone a 42 miglia da Lampedusa, in acque Sar Maltesi. A riferirlo ai soccorritori prima e alla polizia dopo, non appena giunti all’hotspot di contrada Imbriacola, sono stati i 42 migranti superstiti. Tutti erano bagnati fradici, infreddoliti e disidratati. I migranti hanno raccontato ai mediatori culturali di essere partiti da Sfax, in Tunisia, alle ore 3 di sabato scorso con l’imbarcazione di 6 metri dopo essere stati per mesi rinchiusi in una safe house di Mahdia. 

La Procura, con a capo Salvatore Vella, ha disposto l’autopsia sugli otto cadaveri. L’esame si farà nella camera mortuaria dell’ospedale di Agrigento dove le salme, nei prossimi giorni, verranno trasferite.

Forse dovresti anche sapere che…