Porto Recanati, ossa umane in un pozzo vicino all’Hotel House. “Sono di 4 o 5 cadaveri”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 23:08 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2018 10:05
Delle ossa umane sono state trovate all'Hotel House di Porto Recanati

L’Hotel House di Porto Recanati

PORTO RECANATI (MACERATA) – Giallo a Porto Recanati, in provincia di Macerata. In un pozzo utilizzato per gettare rifiuti e coperto con terra nei dintorni dell’Hotel House, un grattacielo multietnico fatiscente regno di degrado e spaccio di droga, sono state trovate delle ossa umane.

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Durante un controllo di routine nei dintorni di un casolare abbandonato in località S. Maria in Potenza gli uomini della guardia di finanza hanno rinvenuto un femore, alcune costole e vertebre frantumate ed una scarpa bianca. Il sospetto è che ci si trovi di fronte a un delitto, forse legato alla scomparsa di una ragazza bengalese di 15 anni, sparita da Ancona nel 2010.

I militari hanno notato vicino al pozzo in più punti del fogliame bruciato di recente. Scostando le foglie è saltato fuori un femore umano. Sul posto sono poi intervenuti i vigili del fuoco e si è cominciato a scavare tutto intorno al vecchio casolare.

Gli scavi, condotti ad una profondità di appena dieci centimetri, hanno consentito di scoprire altre ossa, per lo più frantumate. In tutto sarebbero una ventina le ossa o pezzi di ossa, tra cui un cranio, forse appartenenti a quattro o cinque cadaveri, ritrovate in vari punti tra cui un pozzo, durante gli scavi. Una specie di cimitero degli orrori scoperto vicino al grattacielo multietnico dove abitano oltre 2mila persone, al centro di numerose indagini su episodi di criminalità in particolare legati allo spaccio di droga.

Una delle ipotesi degli investigatori è che i cadaveri possano appartenere a migranti irregolari ‘invisibili’, uccisi senza che nessuno ne abbia recriminato il corpo. Dentro il pozzo, sono stati trovati anche una scarpa bianca, brandelli di foulard e di maglia: elementi che portano gli inquirenti a sospettare che parte dei resti appartenga a Cameyi Mossamet, la quindicenne bengalese scomparsa da Ancona la mattina del 29 maggio 2010, otto anni fa, quando non arrivò mai alla scuola media ‘Marconi’.

Le tracce seguite dagli investigatori portarono all’Hotel House dove la stessa potrebbe essersi recata con un amico del cuore allora 19enne: la ragazzina non venne mai ritrovata e l’inchiesta non aveva portato ad alcun esito. Solo l’esame del Dna potrà dare risposte sull’identità di quei resti esaminati dai medici legali.

 

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