Potenza, donna morta durante operazione: sospesi 5 medici e 1 infermiere

di Davide De Paola (Ansa)
Pubblicato il 4 settembre 2014 7:03 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 1:19
Potenza, donna morta durante operazione: sospesi 5 medici e 1 infermiere

Potenza, donna morta durante operazione: sospesi 5 medici e 1 infermiere

POTENZA – Cinque medici e un infermiere sono stati sospesi la sera del 3 settembre dal direttore generale dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza per la vicenda di una donna morta lo scorso anno nell’ospedale potentino durante un intervento chirurgico al cuore.

Sempre il 3 settembre, la Polizia ha acquisito il file audio che nei giorni scorsi il sito web “Basilicata24” ha pubblicato, e che contiene la conversazione, apparentemente tra due medici che farebbero riferimento alla morte della donna, e dal quale emergerebbe una colpa professionale, con successivi tentativi degli stessi medici di nasconderla.

Il cardiochirurgo che ha registrato la “confessione” del collega presente quel giorno in sala operatoria (e già allontanato dal servizio) è stato sospeso per 30 giorni: la sua posizione è considerata la più grave, al punto che la sospensione inflittagli oggi potrebbe essere prorogata.

Gli altri sospesi – ma solo dalle attività chirurgiche – sono il primario della cardiochirurgia, due cardiochirurghi, un anestesista e un infermiere, tutti presenti nella sala operatoria il giorno dell’operazione al cuore alla donna, che aveva 71 anni. All’inizio del 2014, sulla base di un esposto anonimo, la Procura di Potenza ha aperto un’inchiesta coordinata dalla pm Anna Gloria Piccinini, la quale ha anche disposto un’autopsia (l’esito non è stato ancora depositato).

Le indagini sono ancora in corso, e gli investigatori in queste ore stanno analizzando il contenuto del file audio. Secondo quanto si è appreso, la traccia sarebbe stata tagliata, ma resta ancora da accertare quando è avvenuto il taglio, ovvero se prima o dopo la consegna al sito web. I magistrati, inoltre, intendono verificare quando e dove la “traccia” è stata registrata, e soprattutto l’identità delle due voci. Uno dei due protagonisti, infatti, sarebbe il chirurgo sospeso il 2 settembre dal vertice San Carlo proprio per quanto detto in quella conversazione.

Nella prima parte dello “sfogo” l’uomo ammette infatti di aver “lasciato ammazzare deliberatamente” la donna, e nella seconda (intervallata da alcuni secondi di silenzio, forse dopo un’interruzione) lascia intravedere scontri e veleni nel reparto, con riferimenti a coperture sul decesso e a “ombrelli politici” che riguarderebbero – secondo “Basilicata24” – anche il primario, che il medico “terrebbe in scacco” per quanto accaduto.

Ma i contorni della registrazione sono ancora tutti da chiarire, poiché nella chiacchierata ci sono pochi riferimenti diretti a fatti e persone. Nei mesi scorsi, in ogni caso, la Procura ha verificato ogni aspetto di questa vicenda, non solo quelli strettamente sanitari: anche i “veleni” tra medici, uno degli argomenti della conversazione, sarebbero infatti già “entrati” nelle indagini dalla Procura accanto agli elementi che hanno portato alla tragica morte della donna.

Per far luce sulla vicenda, anche la Regione Basilicata e il San Carlo hanno deciso di aprire delle inchieste, e il ministero della Salute ha inviato gli ispettori che domani dovrebbero visitare la struttura sanitaria lucana. Intanto, i consiglieri regionali di minoranza di centrodestra e del M5S hanno chiesto la convocazione “urgente” del Consiglio per un dibattito su quanto accaduto nel San Carlo.