Roma, Sos rifiuti. Marino grida al sabotaggio: “Dipendenti Ama assenteisti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Luglio 2014 11:06 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2014 11:07
Roma, SOS rifiuti. Marino grida al sabotaggio: "Dipendenti Ama assenteisti"

Roma, SOS rifiuti. Marino grida al sabotaggio: “Dipendenti Ama assenteisti”

ROMA – Roma, SOS rifiuti. Marino grida al sabotaggio: “Dipendenti Ama assenteisti”. Le immagini di sacchetti della spazzatura adagiati accanto a cassonetti stracolmi arrivano da ogni zona della città, dal centro alla periferia. A Roma torna l’emergenza rifiuti e questa volta a chiedere spiegazioni è direttamente il Garante per gli scioperi che in una lettera inviata ai dirigenti dell‘Ama – la municipalizzata incaricata della raccolta dei rifiuti – parla di “danno in un settore particolarmente delicato” che mette a rischio la “salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone”.

La replica del sindaco Ignazio Marino non si fa attendere. Il primo cittadino, che chiede ai romani un paio d’anni per raccogliere i frutti della chiusura di Malagrotta, si dice “stanco ed arrabbiato” ed accusa senza troppi giri di parole i dipendenti Ama “di assenteismo che sfiora – dice – il 18%”. “Credo sia venuto il momento di far saltare qualche testa”, annuncia il sindaco, che appena 7 mesi fa ha nominato i nuovi vertici della municipalizzata, nel segno della discontinuità con il passato, macchiato da scandali e parentopoli.

E’ poi il presidente di Ama, Daniele Fortini, che si incarica di rispondere per iscritto al Garante spiegando che la situazione emergenziale è dovuta in gran parte all'”insufficienza degli impianti”. Ma il dirigente spiega anche che “quello in cui operiamo è un contesto assurdo nel quale, inoltre, non tutti compiono il loro dovere con uguale responsabilità”.

Resta però un dato che deve essere chiaro: Roma paga soprattutto l’insufficienza degli impianti ed è quella la regina di tutte le cause del caos. Poi certo l’Ama, come l’Atac, non sono un esempio di efficienza. Ma l’assenteismo c’era anche nel 2013 e i rifiuti non erano per strada. I dati: a gennaio gli assenti per diverse ragioni erano il 19 per cento. A luglio quel dato si è attestato attorno al 16 per cento. Nel dettaglio: la percentuale dei malati, nelle ultime rilevazioni, era del 7,6 per cento, degli infortunati è dell’1,2 per cento, simile quella delle maternità. In questi casi bisognerebbe disporre una raffica di visite fiscali per capire se il dato è gonfiato. (Mauro Evangelisti, Il Messaggero)

Oggi dunque la situazione rifiuti torna nell’occhio del ciclone, in seguito alla lettera del Garante su segnalazione di numerosi cittadini ormai esasperati dalla vista di cassonetti stracolmi e dagli odori nauseabondi. Secondo il sindaco Marino – che proprio nei giorni scorsi è stato protagonista di una diatriba con il giornalista tv Bruno Vespa proprio sulla situazione rifiuti nella Capitale ieri lamentata anche dall’archistar Massimiliano Fuksas – la causa della spazzatura in strada sarebbe direttamente collegabile ad un “inaccettabile” tasso di assenteismo tra i lavoratori Ama.

Un problema sollevato anche dall’assessore all’Ambiente, Estella Marino, proprio durante le scorse feste natalizie, quando tra i cassonetti venne fotografato anche un maiale che rovistava tra i rifiuti. Ed è proprio lei, insieme al sindaco, a finire sulla graticola dell’opposizione che ha presentato una mozione di sfiducia mentre il Codacons si è rivolto alla Procura per “indagare sull’emergenza scattata in città e sulle assenze dal lavoro da parte dei dipendenti dell’Ama“.

Al fianco dei dipendenti della municipalizzata si schierano invece i sindacati, con la Cgil che invita il sindaco a trovare un fretta una soluzione allo smaltimento. “Le assenze – ribadisce la Cisl – sono un problema, non sono il problema”. Intanto in Campidoglio si prepara la campagna d’estate contro l’emergenza rifiuti. Verranno tagliate teste, promette il sindaco. Non quella del presidente Ama Daniele Fortini, di recente nomina, e neanche quella dell’assessore Estella Marino. Piuttosto salteranno dirigenti, quelli preposti al controllo delle zone e della raccolta. Quelli che dovrebbero gestire turni, dislocazione operatività del 6800 spazzini. Tanti sulla carta. Eppure i sacchetti in strada restano giorni.

Cassonetti e marciapiedi sono pieni alle tre del pomeriggio a due passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali pedonalizzati. «E qui il sindaco vuole mandare i turisti. La sentite la puzza? È estate: questi rifiuti sono qui da tre giorni», spiega la signora Filomena che ha un appartamento con finestre proprio sopra i cassonetti. Anche a Trastevere la situazione è quella che è. Qui la raccolta differenziata si fa in strada, le famiglie portano le buste di rifiuti in alcune ore e in alcuni luoghi stabiliti. (Flavia Amabile, La Stampa)